A una ragazza di Hermann Hesse è una poesia che celebra l’amore che non ti aspetti. Quello che incontri per caso, che lasci in sospeso convinto che la tua vita meriti altro. L’amore che non riconosci subito come necessario. E invece c’è qualcuno che resta, che aspetta, che resiste. E quando tocchi il fondo, quando sei nel baratro, diventa l’angelo che ti prende per mano, ti riporta alla luce e ti fa scoprire che la vita può essere davvero meravigliosa.
Dopo anni di solitudine, inquietudine e relazioni dolorose, Hesse affida a questi versi la sua gratitudine più profonda per la donna che diventerà sua moglie. Trasforma un legame nato dalla parola, dalla distanza e dall’attesa in una promessa di rinascita. È una dichiarazione d’amore che non parla di passione fugace, ma di un sentimento capace di restituire luce, senso e futuro.
A una ragazza viene composta nel 1926 e confluisce nella raccolta Poesie d’amore e altre poesie di Hermann Hesse, a cura di Volker Michels, pubblicata da Mondadori. È una delle liriche più intime e luminose della sua produzione.
Leggere questa poesia di Hermann Hesse significa entrare nel momento esatto in cui uno scrittore ferito dalla vita riconosce finalmente l’amore che lo ha salvato.
A una ragazza di Hermann Hesse
Di tutti i fiori sei tu
a me il più caro,
dolce e infantile si disegna la tua bocca,
davvero innocente seppur voglioso ride il tuo sguardo,
sei tu che porto, mio fiore, nei miei sogni,
là, nel canto di variopinte piante magiche;
è quella la tua casa, lì non appassisci,
eternamente fiorisce nel canto d’amore della mia anima
la tua giovinezza e il suo intimo profumo.Molte donne ho conosciuto,
molte ne ho amate con dolore,
a molte ho fatto male –
ora nel prendere commiato saluto in te
una volta ancora l’incanto della grazia,
il pungolo dolce della giovinezza.
E nel giardino dei sogni
della mia poesia più segreta
metto te che tanto mi hai donato
tra le immortali, sorridente e grato.(1926)
Einem Mädchen, Hermann Hesse
Von allen den Blumen
Bist du mir die liebste,
Süß ist und kindlich der Hauch deines Mundes,
Voll von Unschuld und doch voll Lust lacht dein Blick,
Dich nehm ich, Blume, in meine Träume mit,
Dort zwischen den bunten,
Singenden Zaubergewächsen
Ist deine Heimat, dort welkst du nie,
Ewig blüht dort, im Liebesgedicht meiner Seele,
Deine Jugend fort mit dem innigen Duft.Viele Frauen hab ich gekannt,
Viele mit Schmerzen geliebt,
Vielen wehe getan –
Nun im Abschiednehmen grüß ich in dir
Noch einmal alle Zauber der Anmut,
Alle holden Reize der Jugend.
Und im Träumegarten
Meiner heimlichsten Dichtung
Stell ich dich, die mir so viel geschenkt,
Lächelnd und dankbar zu den Unsterblichen.(1926)
L’amore che arriva quando tutto sembra perduto
A una ragazza nasce in uno dei momenti più fragili della vita di Hermann Hesse. Nel 1926 lo scrittore attraversa una stagione segnata da solitudine, inquietudine e fallimenti sentimentali. Il matrimonio con Ruth Wenger è ormai al capolinea, la depressione è una presenza costante, la sensazione di smarrimento accompagna ogni sua giornata.
È in questo tempo oscuro che riappare Ninon Dolbin, la giovane lettrice che per quasi vent’anni aveva dialogato con lui attraverso le lettere. Un legame nato dalla parola, cresciuto nella distanza, alimentato dall’intesa intellettuale e da una profonda affinità spirituale.
Ninon Dolbin non entra nella sua vita come una passione improvvisa, ma come una presenza che resiste al tempo. È la donna che ha atteso, che ha creduto in lui quando lui stesso aveva smesso di crederci. È la figura femminile che incarna una nuova possibilità di felicità, una promessa di rinascita dopo la stagione del dolore.
Questa poesia nasce proprio da questo incontro tardivo e necessario. Non è il canto di un amore adolescenziale, ma la gratitudine di un uomo che riconosce finalmente la donna capace di riportarlo alla luce. È il momento in cui Hesse smette di sentirsi solo e accetta di lasciarsi salvare.
Quando l’amore diventa salvezza
In A una ragazza Hermann Hesse affida alla poesia uno dei gesti più intimi e luminosi della sua vita. Racconta un destino che si compie, una presenza che restituisce senso a un’esistenza segnata dal dolore, dalla solitudine e dall’inquietudine.
Fin dai primi versi, Hesse costruisce l’immagine della ragazza come un fiore assoluto, quello che si distingue tra tutti per la sua unicità. In lei convivono dolcezza e desiderio, innocenza e vitalità. La sua bocca è “infantile”, il suo sguardo è “innocente seppur voglioso”: è la rappresentazione stessa della giovinezza come forza vitale, come energia che rinnova il mondo.
La vera casa dell’amata si trova nel territorio dei sogni, nel “canto di variopinte piante magiche”, in quel giardino interiore dove nulla appassisce e tutto resta eterno. È qui che la giovinezza continua a fiorire, sottratta al tempo, protetta dall’usura dei giorni. L’amore, per Hesse, trova il suo spazio più autentico nella visione, nella memoria, nella poesia.
In questo giardino segreto la ragazza è custodita come una bellezza che salva, come una presenza che restituisce luce. La sua giovinezza diventa “il profumo intimo” dell’anima del poeta, una promessa silenziosa di felicità che lo accompagna ovunque.
Nella seconda parte della poesia entra la confessione. Hesse guarda alla sua vita sentimentale con lucidità. Ricorda le molte donne conosciute, amate con dolore, ferite senza volerlo. È la voce di un uomo che ha attraversato l’amore come una tempesta, che ne ha conosciuto la forza e la distruzione. Proprio per questo riconosce nella ragazza qualcosa di diverso.
In lei saluta “l’incanto della grazia” e “il pungolo dolce della giovinezza”. La ragazza diventa un nuovo inizio, una possibilità di rinascere dopo il naufragio, di tornare a credere nella bellezza della vita. Il commiato riguarda una stagione interiore segnata dalla solitudine.
Quando infine la colloca “tra le immortali”, Hesse compie un gesto definitivo. Trasforma l’amore in eternità, lo sottrae al tempo, al dolore, alla fragilità della realtà. La consacra come figura assoluta del suo mondo interiore.
A una ragazza è la poesia di un uomo che ha toccato il fondo e ha trovato la mano capace di riportarlo alla luce. È il canto di gratitudine per l’amore che salva, che cura, che restituisce fiducia. È la testimonianza che anche dopo la notte più lunga può nascere un nuovo mattino.
