Vinicio Capossela scrive una lettera per presentare il suo nuovo romanzo, “Il paese dei coppoloni” in libreria dal primo aprile

Oggi abbiamo ricevuto una lettera di Vinicio Capossela: un sentito congedo a una storia che ha portato dentro per tantissimo tempo e che prenderà la sua strada, diventando un romanzo, “Il paese dei coppoloni” (Feltrinelli), in libreria dal prossimo primo aprile...

Lo scrittore e cantautore ha pubblicato una lettera dedicata ai lettori con la quale annuncia il suo nuovo libro: “Il paese dei coppoloni”, edito da Feltrinelli

 

MILANO – Oggi abbiamo ricevuto una lettera di Vinicio Capossela: un sentito congedo a una storia che ha portato dentro per tantissimo tempo e che prenderà la sua strada, diventando un romanzo, “Il paese dei coppoloni” (Feltrinelli), in libreria dal prossimo primo aprile. Queste le sue parole:

 

“Il tempo non si è mai sposato, per questo fa quello che vuole.”

Il tempo… ma quale tempo? Quello del sacro? Quello profano… quello mondano? Quello immobile del mito o quello che divora ogni cosa?

Sono molti i tempi che attraversano, e che si sono anche stratificati nella scrittura, di questo “Paese dei coppoloni”.

Stamattina lo dichiaro finito. Da domani procede verso la stampa. Uscirà il primo di Aprile… come una specie di burla.

In copertina c’è un quadro di Rocco Briuolo, nel quadro c’è questo grande orologio che i paesani dell’Eco chiamano “la Relogia”. Ha le lancette ferme alle 8 meno venti. L’ora in cui finì un mondo: quello della civiltà contadina, che morì il 23 novembre 1980, col “tremamento” della terra.

A me pare molto indicativo che quell’orologio ora segni un tempo fermo. È proprio in quel tempo fermo che ho sguazzato in tutte queste pagine. Nel tentativo di portare la menzogna della realtà alla verità dell’immaginazione. Mi sono anche sentito in colpa a rimanermene così, al riparo di quelle lancette ferme. A non sposarsi con l’attualità, che è una moglie del tipo delle marescialle, delle donne petrose a cui questi uomini hanno consegnato  le chiavi del loro recinto.

È stato un sogno ripararsi dietro a quelle lancette, l’ho fatto durare a lungo… 17 anni … spero possa proteggermi ancora, anche ora che gli si è data una fine…

 

10 marzo 2015

 

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