Da Stephen King a Joyce Carol Oates, le elezioni Usa viste dagli scrittori americani

Tanti sono gli scrittori e gli intellettuali che hanno deciso di dire la propria sulle elezioni Usa. Molti sembrano essere dalla parte di Hilary Clinton
Da Stephen King a Joyce Carol Oates, le elezioni Usa viste dagli scrittori americani

MILANO – C’è chi sembra vivere in un altro luogo e in un altro tempo, come Philip Roth, e c’è chi invece vive, segue e dice la sua sull’attualità. Le elezioni del nuovo Presidente americano sono una questione mondiale, non relativa solo a un paese. Le scelte di quella persona che governerà gli Stati Uniti avranno conseguenze su la terra intera. Tanti sono gli scrittori e gli intellettuali che hanno deciso di dire la propria sulle elezioni Usa. Molti degli scrittori che abbiamo visto intervenire sembrano essere dalla parte di Hilary Clinton. Ecco alcuni degli interventi.

DALLA PARTE DI HILARY – Tra i sostenitori della candidata democratica c’è il Re dell’Horror, Stephen King, che su twitter ha scritto di non votare per Trump se non paga le tasse.

Anche Joyce Carol Oates è intervenuta: “E’ tragico che così pochi votanti si interessino a questioni come i cambiamenti climatici, i diritti delle donne, l’ineguaglianza”.

In un’intervista di Serena Danna sul Corriere della sera di oggi è intervenuto a proposito delle elezioni Usa Junot Dìaz, Premio Pulitzer di origini domenicane. Dìaz ha detto che “la retorica di Donald Trump è basata su razza, rabbia, reazione e delusione. La sua candidatura nasce sulle ceneri di chi ha voluto svilire, criminalizzare e patologizzare la comunità latina e messicana”.

A FAVORE DI TRUMP – Tra le figure più accanite contro Hilary c’è il premio Pulitzer Mareen Dowd. Come racconta Serena Danna sul Corriere della sera di oggi, “ha costruito la sua carriera di columnist di punta del New York Times sull’odio nei confronti dei Clinton”. Negli ultimi tempi Mareen Dowd ha definito la candidata democratica: “bugiarda, ambigua, ‘icona golosa’ che sguazza nei soldi, perfetta candidata repubblicana, killer del femminismo”. Non resta che aspettare. Stasera si saprà chi è stato scelto dagli americani per sostituire Barack Obama.

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