Sei qui: Home » Lingua Italiana » “Propaganda”, origine e significato della parola

“Propaganda”, origine e significato della parola

La propaganda, come azione intesa a conquistare il favore di un pubblico, è un'attività vecchia quanto l'uomo. Ma come nasce? Qual è il suo significato?

Oggi la parola propaganda è molto usata e di forte attualità. Complice anche le tensioni dovute alla guerra in Ucraina, in cui i leader delle due fazioni, Putin e Zelensky, rispondono alle dichiarazioni dell’avversario definendole “propaganda” senza un reale fondo di verità. Questa parola ha da sempre assunto una notevole importanza, soprattutto in ambito politico. La propaganda, come azione intesa a conquistare il favore di un pubblico, è un’attività vecchia quanto l’uomo, presente in ogni tempo, luogo e dimensione sociale. Ma come nasce? Qual è il suo significato?

Definizione di propaganda

Secondo la Treccani, per propaganda si intende “azione che tende a influire sull’opinione pubblica, orientando verso determinati comportamenti collettivi, e l’insieme dei mezzi con cui viene svolta”. Il termine deriva  dalla denominazione della Sacra congregazione pontificia De propaganda Fide, che significa “della propagazione della fede”. Per propaganda si può intendere anche quel complesso di notizie destituite di ogni fondamento, diffuse ad arte e per fini particolari. La sua antitesi dovrebbe essere la pura e semplice esposizione dei fatti nella loro completezza ovvero la descrizione della realtà nella sua interezza.

L’origine della parola

Il termine propaganda nasce in contesto religioso quando la Chiesa cattolica nel XVI secolo organizza, come contrattacco alla diffusione del protestantesimo, una “Congregatio de propaganda fide”, un dipartimento preposto alla propagazione della fede cattolica. Originariamente il termine non intendeva riferirsi a informazioni fuorvianti.

Il moderno suo significato risale all’uso che se ne fece a partire dalla prima guerra mondiale. La propaganda presuppone l’utilizzo della comunicazione per trasmettere un messaggio, un’idea o un’ideologia: il secondo Ottocento si pone quindi come un periodo storico sconvolgente per la propaganda e per il suo utilizzo nelle società moderne, perché questo non solo è il periodo della rivoluzione delle comunicazioni (telegrafo, ferrovia, mezzi di comunicazione di massa, ecc.), ma anche della rivoluzione del ruolo del “pubblico” nella società, evoluto fino all’affermarsi dei totalitarismi tra le due guerre mondiali.

Alcuni esempi

Nel corso della storia dell’uomo parte delle produzioni culturali e delle attività informative hanno, da sempre, svolto anche una funzione “propagandistica”. Ne è un primo esempio il “De bello Gallico”, che servì a Cesare per accrescere la propria reputazione a Roma. L’Eneide di Virgilio accanto alle finalità estetiche ne aveva anche di “politiche”, vale a dire l’esaltazione di Roma (erede della mitica Troia) e dell’imperatore Ottaviano Augusto (della famiglia Iulia, fondata da Iulo figlio di Enea).

Nel Medioevo, una delle propagande più famose è forse quella operata da certi ambienti della società europea dell’XI, XII e XIII secolo, a favore della causa crociata. Non a caso il ruolo chiave lì fu svolto dal clero cristiano, depositario della cultura e quindi del sistema informativo e formativo dell’epoca. 

Probabilmente uno degli esempi più noti è quello dello Zio Sam di James Montgomery Flagg del 1917, manifesto ideato dal pubblicitario statunitense per chiamare alle armi dell’esercito americano per combattere la Prima Guerra Mondiale.

Un tipico esempio di promozione politica particolarmente dannosa è stata la propaganda nazista: tramite un uso sapiente dei mezzi di comunicazione di massa, Hitler aveva convinto le folle a massacrare degli innocenti e ha condotto un’intera nazione in una guerra che ha devastato la Germania e mezzo mondo producendo milioni di morti. Sempre nello stesso periodo abbiamo avuto esempi di enfatizzazione dei moventi dell’azione politica in Italia con Benito Mussolini.

Tra le tecniche contemporanee troviamo le cosiddette “fake news”, false notizie che si basano sull’utilizzo di metodologie di comunicazione appartenenti alle tecniche di propaganda, in grado dunque di persuadere i destinatari del messaggio. In molte di queste tecniche si possono trovare anche falle logiche, in quanto i propagandisti usano argomenti che, anche se a volte convincenti, non sono necessariamente validi.

 

© Riproduzione Riservata