Veronica Raimo, ”Nel mio libro racconto che non esiste l’Amore”

La fedeltà assoluta è soltanto un mito: perché la voglia di sperimentare è un valore negli altri campi della vita e non in quello sentimentale? È la visione dell'amore di Veronica Raimo, autrice di ''Tutte le feste di domani'', che con il suo personaggio, Alberta, sembra condividere una stessa positiva ''ansia di conoscere''. Al termine dell'articolo si può leggere un estratto del libro..
L’autrice di “Tutte le feste di domani” racconta di sé e del suo libro

MILANO – La fedeltà assoluta è soltanto un mito: perché la voglia di sperimentare è un valore negli altri campi della vita e non in quello sentimentale? È la visione dell’amore di Veronica Raimo, autrice di “Tutte le feste di domani”, che con il suo personaggio, Alberta, sembra condividere una stessa positiva “ansia di conoscere” – anche se, precisa lei, ha cercato di non confondere la sua voce con quella della protagonista. Il libro si apre all’inizio degli anni ’90, quando i coniugi Falsini, Alberta e Flavio, stanno per ristrutturare il loro appartamento. In verità, però, la storia ha inizio anni indietro, quando Alberta è solo una studentessa povera e testarda che si sta per laureare e Flavio un professore della commissione. Grazie al matrimonio, Alberta passa da una comune di spianatati all’agiata vita borghese, dove tutto sembra una compiaciuta e terribile rappresentazione. Ma la sua eccentricità le permette di salvarsi da qualsiasi abisso di noia, e così lei si getta tra le braccia di Carsten, scrittore, per dar vita a un grande romanzo d’amore.

Com’è venuta l’idea di questo libro?
L’idea del libro è arrivata nel momento in cui Alberta si è imposta come personaggio principale. Quando ho avuto lei, ho avuto tutto il resto. Prima di allora, non riuscivo a focalizzare veramente un’idea di libro.

Parliamo un po’ di questo personaggio, Alberta, una giovane donna ormai di un’altra generazione. Crede che le ragazze di oggi possano identificarsi in lei, ritrovare nella sua storia qualcosa di sé e delle loro aspirazioni?
Credo di sì, ma credo anche che esista uno scarto reale, voluto, tra Alberta e una ragazza di oggi. Il libro è ambientato tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. Il trapasso tra la fine della lotta e la discesa verso un progressivo imborghesimento, un periodo di relativo benessere e stagnazione, è un qualcosa che si riflette nel carattere della protagonista e in qualche modo ne disegna anche una parabola esistenziale. Oggi siamo in una fase diversa, è come se certe conquiste, sia sociali che di genere, venissero rimesse in discussione, e ci stiamo avviando forse verso un nuovo tipo di conflittualità.

Lei ha qualcosa in comune con questo personaggio? È stato difficile trovare la sua voce?

Ovviamente c’è sempre qualcosa di personale nei personaggi di cui si scrive. Ma ho cercato di evitare il più possibile una confusione tra le due voci, e per fortuna la voce di Alberta aveva la forza di imporsi sulla mia in maniera decisa, a volte sorprendendo anche me stessa.

Qual è la sua visione dell’amore? La vera passione è solo quella clandestina e ostacolata dei grandi romanzi – quella tra Alberta e Carsten per intendersi?
La mia visione dell’amore è che non esiste l’Amore. Esistono storie diverse, diversi tipi di amore. Non credo nell’esclusività, nel mito della fedeltà assoluta. In qualsiasi altro ambito l’ansia di conoscere, la curiosità, la voglia di sperimentare, sono dei valori, in amore c’è questa regola paradossale di coltivare il proprio orticello e basta.

Nello scrivere, e in particolare in questo libro, quali sono i modelli che crede risuonino nella sua voce?

Mentre scrivevo questo libro ho letto molto Cheever, Malamud e la Bachmann, ma non so dire se mi abbiano influenzato.

Com’è nata la sua passione per i libri e le letture? C’è qualche episodio particolare della sua vita legato allo scoccare di questa scintilla?
Non so sia andata veramente così, ma ho il ricordo di un’estate, l’ultima in cui sono andata in vacanza con i miei genitori, ed ero talmente avvilita e depressa di stare al mare con loro, che leggere un libro mi sembrava l’unica attività possibile.

21 luglio 2013

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