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Valerio Mello, ”Leggere un libro di poesie impreziosisce la mente e ci aiuta a conoscere noi stessi”

Il giovane autore ci parla della sua raccolta poetica, “La nobiltà dell’ombra”, che verrà presentata domani sera a Milano a Palazzo Sormani. Parteciperanno Gianmarco Gaspari, Mariacristina Pianta e Alessandro Quasimodo

MILANO – La poesia da sempre ci insegna a essere liberi e a combattere il male: è un simbolo di bene e un faro per la società. Ne è convinto Valerio Mello, autore della raccolta “La nobiltà dell’ombra”, edita da La Vita Felice. Domani sera alle 18.30 a Milano, a Palazzo Sormani, l’autore presenterà il volume. Insieme a lui saranno l’attore e regista Alessandro Quasimodo, figlio dell’illustre poeta Salvatore, la poetessa Mariacristina Pianta e Gianmarco Gaspari, direttore del Centro Nazionale di Studi Manzoniani e professore di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi dell’Insubria.

Cos’è per lei la poesia e com’è nata questa sua passione?

La poesia è per me una fede. E, come ha scritto il grande poeta torinese Guido Gozzano, “la fede letteraria rende la vita simile alla morte”. La poesia è immensamente tragica perché si erge sulle inquietudini della vita vissuta, ma proprio dalle tragedie del tempo nasce questo sentimento di incondizionata venerazione verso la bellezza enigmatica dell’esistenza che di per sé è poesia.

Com’è nata la raccolta “La nobiltà dell’ombra”?

L’idea di questa raccolta è nata durante la mia prima visita al Cimitero Monumentale di Milano, del quale parlo molto nei miei testi. In effetti, Milano mi ha portato ad una profonda maturazione interiore. Milano è stata per me fonte di rigenerazione spirituale.

Quali lavori sono qui raccolti?
Tutte le poesie scritte negli ultimi diciotto mesi. Un lavoro di lunga riflessione e di innumerevoli cambiamenti; questo libro è stato scritto prevalentemente a Milano e in Liguria. Vi sono paesaggi urbani ma anche marini, vi sono colori scuri e colori chiari.

Qual è il filo conduttore che lega tutti questi componimenti? Perché leggere un libro di poesie oggi?
Queste poesie, diverse fra loro per ambientazione e per argomento, in realtà sono incredibilmente legate dal tema centrale che è il viaggio dell’anima per strade fisiche e metafisiche. Credo che tutte le persone siano vicine al genere della poesia, più vicine di quanto possano immaginare. Benché reietta la poesia riesce sempre a toccare il cuore dei lettori. Leggere un libro di poesia è come reggere fra le mani la forte fragilità dell’universo: impreziosisce la mente e ci rende consapevoli di ciò che siamo.

Cos’ha ancora da insegnarci ancora questo genere letterario ultimamente un po’ trascurato?
La poesia è civiltà. L’argomento poetico è questione di civiltà. I poeti del passato ci hanno insegnato come vivere, come sentirci liberi e in che modo combattere il male intorno a noi. La poesia, benché tragica e sofferta e pregna di domande a volte impossibili, rappresenta un simbolo di bene in una società marcia come la nostra.

Di cosa si discuterà domani nella serata di presentazione del libro?
I miei relatori sono persone estremamente sensibili e raffinate. Sono contento di essere presentato da loro.
Si parlerà certamente di poesia, con qualche piccolo spazio di riflessione anche su argomenti di attualità: del resto la poesia è fortemente legata al contesto sociale cui appartiene e dunque è inevitabile affrontare anche questioni sociali. Particolarmente emozionanti saranno gli interventi di Alessandro Quasimodo che interpreterà una scelta di miei testi: un onore immenso. Al termine dell’evento avrò il piacere di fare un brindisi insieme con il gentile pubblico presente.

6 marzo 2013

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