Valentina D’Urbano, ”Il mio nuovo libro dà voce alla mia parte buia”

Ha sempre avuto un lato oscuro e il tarlo delle storie nere le è rimasto impresso fin da quando era bambina: voleva liberarsi di quel tarlo, e per farlo ha dovuto scavare a fondo dentro di sé. Così, dopo ''Il rumore dei tuoi passi'', è nato ''Acquanera'', il nuovo romanzo di Valentina D'Urbano da oggi in libreria...
L’autrice de “Il rumore dei tuoi passi” è da oggi in libreria con il suo nuovo romanzo, “Acquanera”. In questa intervista ci parla di sé e del suo libro
MILANO – Ha sempre avuto un lato oscuro e il tarlo delle storie nere le è rimasto impresso fin da quando era bambina: voleva liberarsi di quel tarlo, e per farlo ha dovuto scavare a fondo dentro di sé. Così, dopo “Il rumore dei tuoi passi”, è nato “Acquanera”, il nuovo romanzo di Valentina D’Urbano da oggi in libreria. La storia è ambientata a Roccachiara, un paesino sulle montagne a precipizio su un lago le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna, la protagonista, pensava di essere riuscita a scappare, da Roccachiara e dal suo passato, di aver spezzato i legami con la sua famiglia ed essere riuscita a rifarsi una nuova vita. Ma a richiamarla qui è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare la scomparsa della sua migliore amica, Luce. 
La sua passione per la cronaca nera risale a quando lei era piccola. Può raccontarci com’è scoccata la scintilla? Tra gli scrittori, c’è qualche maestro del noir in particolare che l’ha fatta innamorare e che ha rappresentato per lei un riferimento?
Ho sempre avuto un “lato oscuro” che mi ha caratterizzato fin da bambina e l’ho scoperto in certi pomeriggi noiosi trascorsi a casa di mia zia. Aveva delle riviste di cronaca nera che non voleva assolutamente farmi leggere, perché non erano adatte ad una bambina di sette anni. Ovviamente il divieto non faceva che accrescere la curiosità e cercavo in ogni modo di rubarle, e quando riuscivo a metterci le mani sopra mi turbavano così tanto che non dormivo la notte, ma ne ero anche affascinata. È partito tutto da lì. Qualche anno dopo ho iniziato ad appassionarmi all’horror, prima con una collana per ragazzi che si chiamava “piccoli brividi” (quelli della mia età la ricorderanno sicuramente) e dopo con i libri di Stephen King con i quali ho scoperto la mia passione per la lettura. Crescendo ho scoperto altri generi, ho amato altri libri, completamente diversi. Ma il tarlo delle storie nere stava lì dentro di me e scavava e scavava e sapevo che prima o poi sarebbe uscito…
Quando e com’è venuta l’idea di questo suo secondo romanzo?
Poco dopo aver finito di scrivere il rumore dei tuoi passi, ho pensato che volevo liberarmi di quel tarlo che scavava e per farlo dovevo scavarmi a fondo anche io. Così ho scritto “Acquanera”, per dare voce anche alla mia parte buia. Certo, non che il mio primo libro fosse un tripudio di coniglietti rosa, farfalle e gioia spensierata di vivere, ma con “Acquanera” sono scesa ancora più in profondità, e ho ripescato un sacco di cose, non tutte necessariamente reali. 
C’è un contrasto tra luce e buio che è molto presente come richiamo simbolico nel libro e nelle sue immagini – a partire dai nomi, il paese Roccachiara, la migliore amica di Fortuna, Luce, e dall’altro lato l’Acquanera del lago che dà il titolo al romanzo –, un contrasto che si riflette nella protagonista. Fortuna pensa di poter scappare dal buio che si porta dentro e invece torna a esserne inghiottita, viene ritrascinata al suo paese e al suo passato. Può dirci qualcosa di più della costruzione psicologica di questo personaggio?
Fortuna è una donna sola che si porta dietro un passato pesante. Ha amato molto ed è stata ricambiata molto poco. Questa mancanza di affetti l’ha spinta a difendersi, ad avere paura del prossimo. Ha perso la speranza e non si fida, ma nonostante tutto ha ancora bisogno di scavare nella storia della sua famiglia. È per questo che torna a casa dopo dieci anni, per fare i conti con un passato irrisolto.
Quanto c’è di lei in Fortuna e nelle altre forti figure femminili presenti nel libro?
Sicuramente tutti i miei lati negativi, ma anche qualcuno di quelli positivi. Ok, le donne di questo libro sono complicate e qualche volta hanno atteggiamenti respingenti ma avranno pure qualche pregio. Almeno spero. 
19 settembre 2013
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