Sulla Stampa, Rushdie, Amis e McEwan discutono sul senso e la funzione della fiction

Dalle pagine della Stampa, Paolo Mastrolilli presenta il confronto avvenuto tra i tre ''bad boys'' della letteratura britannica Salman Rushdie, Martin Amis e Ian McEwan...

Durante un incontro in occasione della celebrazione dell’Uterberg Poetry Center a New York, i tre “bad boys” della letteratura britannica hanno discusso diversi temi riguardanti la loro carriera di scrittori

LA CRITICA QUOTIDIANA –  Dalle pagine della Stampa, Paolo Mastrolilli presenta il confronto avvenuto tra i tre “bad boys” della letteratura britannica Salman Rushdie, Martin Amis e Ian McEwan in occasione della celebrazione dell’Unterberg Poetry Center.

RUSHDIE, AMIS E MCEWAN A CONFRONTO – Un interessante confronto quello avvenuto tra i tre “mostri sacri” della letteratura britannica in occasione della celebrazione dell’Unterberg Poetry Center alla 92Y di Manhattan. I tre cattivi ragazzi “sono disposti a pronunciare qualunque cinismo, offesa, eresia, che possa attirare l’attenzione su di loro”. Il primo argomento che viene affrontato è quello dell’inaffidabilità dei racconti nelle loro storie. Amis si difende affermando come il narratore inaffidabile non sia ovviamente una sua invenzione, ma abbia un lungo background storico,  da ricercarsi in primis nel grande Nabokov. McEwan spiega come si tratti di una tecnica che funge da stimolo, in quanto l’imbroglio serve ad aguzzare l’ingegno.


L’INFLUENZA DEI LUOGHI DI APPARTENENZA NEGLI SCRITTI
– La discussione procede poi sul terreno dei luoghi d’appartenenza e sulla loro influenza all’interno dei libri. La riflessione, proposta da Rushdie, porta Amis ad affermare che prima che nelle narrazioni riesca ad entrare lo spirito geografico deve passare molto tempo. Tradizioni, cultura e territorio devono riuscire ad entrare davvero nelle vene dello scrittore prima di riuscire a trasparire nelle parole che lui scrive. Di tutt’altro avviso è McEwan, il quale sostiene strenuamente che la bellezza della letteratura sia proprio quella di riuscire a trascendere spazio e tempo. Lo scrittore porta come esempio il grande James Joyce, il quale scrisse veri e propri affreschi poetici dell’Irlanda pur vivendo a Zurigo.

OPINIONI A CONFRONTO SULLA REVISIONE DELLE OPERE LETTERARIE – L’ultimo tema interessante che viene affrontato è quello della revisione delle opere letterarie. Amis afferma che se potesse allo stato attuale riscrivere alcune opere, sarebbero sicuramente i primi quattro libri, da lui definiti non degni di nota. Per McEwan la revisione riguarderebbe senza alcun dubbio la punteggiatura, mentre decisa e perentoria è l’affermazione di Rushdie: “Mai riscriversi, è sempre pericoloso”.

24 luglio 2013

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