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Sul Giornale, una interessante riflessione su ”La Recherche” di Proust in occasione del centenario dalla sua pubblicazione

LA CRITICA QUOTIDIANA - Dalle pagine de il Giornale, Massimiliano Parente ci propone una interessante riflessione su uno dei capolavori della letteratura mondiale di sempre “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Prosut, un secolo dopo la sua pubblicazione...

Massimiliano Parente riflette sull’importanza del capolavoro della letteratura mondiale firmato dal grande scrittore francese Marcel Proust

LA CRITICA QUOTIDIANA – Dalle pagine de il Giornale, Massimiliano Parente ci propone una interessante riflessione su uno dei capolavori della letteratura mondiale di sempre “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Prosut, un secolo dopo la sua pubblicazione.


ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO
– E’ trascorso ormai un secolo da quando Marcel Proust si accingeva a pubblicare il primo volume del romanzo “Alla ricerca del tempo perduto”. Come ricorda Parente, “il romanzo uscì per l’esattezza l’11 novembre del 1913”, ed in questo periodo Proust si accingeva a scrivere all’editore le ultime disposizioni riguardanti le bozze. Il romanzo fu, come ben noto, rifiutato dall’editore Gallimard, a testimonianza che “la cecità dell’editoria è una costante culturale e immutabile come la costante cosmologica di Einstein”.


PROSUT, INCOMPRESO IN ITALIA
– In attesa che arrivi la data esatta, in Francia già fervono i preparativi per le celebrazioni del centenario. L’Italia invece continua a dimostrare il suo più totale disinteresse nei confronti del grande scrittore. Nel nostro Paese invece Proust è sempre stato considerato come “un gadget colto più citato che letto, più frainteso che compreso”. Non abbiamo mai voluto comprendere appieno questa opera davvero sensazionale, leggendone sempre e soltanto i significati più superficiali e aggirando invece quello reale e profondo.

UN’OPERA SPARTIACQUE – Tutt’altra lettura e visione è quella che proviene invece dal mondo della scienza. E’ da tempo ormai che il fronte scientifico ha preso atto delle sorprendenti anticipazioni proustiane, a partire dalle neuroscienze sino al Proust più “evoluzionista”, precoce lettore del grande Charles Darwin da cui trasse spunto per la costruzione delle sue metafore più sorprendenti. Possiamo quindi affermare che “il 1913 è tanto importante per la letteratura quanto il 1859 per la scienza, anno di pubblicazione dell’Origine della Specie”.

23 agosto 2013

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