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Sul Giornale, il tema della migrazione interpretato attraverso il pensiero di Albert Camus

LA CRITICA QUOTIDIANA - Dalle pagine del Giornale, Marcello Veneziani parla di uno dei più grandi intellettuali di tutti i tempi, Albert Camus, a quasi un secolo dalla sua nascita...

Il grande scrittore ed intellettuale, di cui tra pochi giorni si celebrerà il centenario dalla nascita, già negli anni Cinquanta aveva prefigurato le massicce migrazioni che vedono coinvolto in questo periodo il nostro Continente ed in particolare il nostro Paese


LA CRITICA QUOTIDIANA
– Dalle pagine del Giornale, Marcello Veneziani parla di uno dei più grandi intellettuali di tutti i tempi, Albert Camus, a quasi un secolo dalla sua nascita, che si celebrerà il prossimo 7 novembre. Il suo personaggio ed il pensiero sono contestualizzati nella contemporaneità, con  particolare  attenzione alla recenti vicende accadute a Lampedusa. E’ proprio parlando e riflettendo su questa tragedia che viene colta l’attualità di un testo profondo come “L’estate ed altri saggi”.


L’ATTUALITA’ DELLA MIGRAZIONE NEL PENSIERO DI CAMU
S – L’attualità delle parole di Camus, pronunciate in tempi lontani dalle moderne tragedie dei migranti, è davvero disarmante: “Tutti i continenti si rovesceranno sulla vecchia Europa. Sono centinaia di milioni. Hanno fame e non temono la morte. Noi, non sappiamo più morire né uccidere. Bisognerebbe predicare, ma l’Europa non crede in niente”. Camus fu in prima persona un migrante, e visse sulla sua pelle la tragedia dello staccarsi da una terra per raggiungere un’altra, totalmente sconosciuta. Nonostante il suo trasferimento, Camus covò per lungo tempo il desiderio di tornare nella sua terra natia, l’Algeria, della quale rimpiangeva il sole e la luce, mentre si trovava soffocato in una Parigi grigia e piovosa. Questo attaccamento alla terra natia non gli impedì tuttavia di amare incondizionatamente Roma, che portò sempre nel cuore, tanto da definirsi un “romano mancato”.  

L’ESTATE A ALGERI – “L’estate a Algeri” è il titolo del breve romanzo dell’autore, che compare all’interno del breve saggio “Nozze”. Le nozze di cui si parla però non sono quelle tra un uomo ed una donna, bensì tra Camus stesso e la sua Patria, un amore indissolubile, anche se vissuto a distanza. Altro testo che ben ci fa comprendere lo spirito da migrante dell’autore è senza dubbio “L’estate e altre saggi solari”, nel quale emergono due Camus, l’Africano ed il gemello Greco. “Da qui la solitudine del singolo prende la rincorsa per partecipare, come parte del tutto, alla maratona collettiva che ha per traguardo l’autentica rivoluzione-restaurazione dei valori condivisi: la rivolta è la misura della rivoluzione, e viceversa”.


14 ottobre 2013

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