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Sul Corriere, Montalbano e Maigret a confronto attraverso il dialogo tra Camilleri e Simenon Jr

LA CRITICA QUOTIDIANA - Sulle pagine del Corriere della Sera di oggi è riportato parte del dialogo tra Andrea Camilleri e John Simenon, figlio di Georges, i quali si sono incontrati per un interessante scambio di battute su due dei più importanti e noti personaggi del romanzo giallo...

In questo dialogo ricco di aneddoti e ricordi inediti, Andrea Camilleri e John Simenon, figlio di Georges, hanno messo a confronto i due personaggi simbolo della letteratura gialla

LA CRITICA QUOTIDIANA – Sulle pagine del Corriere della Sera di oggi è riportato parte del dialogo tra Andrea Camilleri e John Simenon, figlio di Georges, i quali si sono incontrati per un interessante scambio di battute su due dei più importanti e noti personaggi del romanzo giallo. L’incontro, a cui hanno partecipato anche gli editori Sellerio ed Adelphi, diventerà a breve un documentario, che in autunno andrà in onda su Sky Arte Hd.

L’ESPERIENZA CREATIVA – John Simenon ed Andrea Camilleri si sono incontrati per parlare delle esperienze creative dei due autori, rievocando aneddoti e ricordi inediti. Il padre di Montalbano ha dichiarato di aver imparato a scrivere gialli proprio grazie a Simenon, durante il periodo in cui lavorò come delegato Rai all’intera serie di Maigret. “Imparai l’arte dello scrivere romanzi gialli seguendo lo sceneggiatore, Diego Fabbri, il quale destrutturava proprio il romanzo e lo ristrutturava. Da questo montaggio e rimontaggio impari a scrivere un giallo. Ecco il mio debito enorme nei riguardi di Simenon.” Camilleri confessa di essere assolutamente privo di fantasia “Ho bisogno di partire da dati di realtà. Tutte le storie di Montalbano sono fatti di cronaca vera, cronaca nera”. Parlando in particolar modo del personaggio di Montalbano, Camilleri dice di sentirsi come ricattato da lui, “ogni volta che esce un libro di Montalbano i miei romanzi, quelli ai quali tengo di più, si rivendono”. Simenon rivela invece come Maigret non abbia tenuto il padre in scacco, ma che vi sia stata più che altro una sorta di evoluzione “Dal 1934 all’inizio della guerra Simenon non scrive più Maigret, poi ricomincia a scriverne. La vera ragione è proprio nella guerra, perché durante la guerra era difficile, per esempio, procurarsi la carta”. Fu la spinta dell’editore a far tornare Maigret protagonista di innumerevoli vicende.


IL SUCCESSO E I LIBRI NELLA FICTION
– Alla domanda proposta ai due interlocutori circa il successo, la risposta è stata unanime. Camilleri ha affermato strenuamente come il successo non possa cambiare uno scrittore. “Per quanto ogni scrittore ami avere un pubblico vasto, non sta mica a sentire il pubblico, se è un vero scrittore”. Simenon concorda pienamente con le parole di Camilleri, affermando come il successo non abbia mai cambiato il padre, ma abbia in qualche modo modificato la sua vita reale. Per quanto concerne invece il parere riguardo gli attori che hanno impersonato i due personaggi, Camilleri ha confessato come la sua immagine di Montalbano fosse sempre stata di un uomo non molto più giovane, con capelli e baffi, all’opposto di Luca Zingaretti. Camilleri prosegue dicendo di aver voluto lasciare comunque carta bianca al regista. Parlando invece dell’interprete di Maigret, Gino Cervi, Camilleri spiega come non abbia mai imparato la sua parte a memoria, ma abbia sempre preferito consultare direttamente il romanzo ed affidarsi al gobbo “Queste meravigliose pause che dimostrano come una sorta di sotto pensiero in realtà sono fatte da lui per leggere, per leggere le battute che deve dire. Ma le dice in un modo perfetto perché le ha ricavate dal romanzo”. Anche Simenon spiega il rapporto tra il padre e gli interpreti del suo personaggio, affermando “Per lui tutti i Maigret sullo schermo erano tradimenti. Come ha detto Camilleri, se li faceva andare bene”.

12 luglio 2013

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