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Sul Corriere, l’analisi di come i libri siano il nuovo simbolo di protesta non violenta

LA CRITICA QUOTIDIANA - Protesta non violenta, dimostrazione della forza del silenzio e dei libri. Dalle pagine del Corriere della Sera di oggi, Monica Ricci Sargentini affronta il tema più scottante di questo periodo, le rivolte avvenute in questi ultimi giorni nella Turchia schiacciata dall’autoritarismo di Erdogan, e la proposta vincente di una lotta non violenta...
La giornalista Monica Ricci Sargentini parla della nuova forma di protesta non violenta che sta caratterizzando le rivolte in Turchia
 

LA CRITICA QUOTIDIANA – Protesta non violenta, dimostrazione della forza del silenzio e dei libri. Dalle pagine del Corriere della Sera di oggi, Monica Ricci Sargentini affronta il tema più scottante di questo periodo, le rivolte pacifiche avvenute in questi ultimi giorni nella Turchia schiacciata dall’autoritarismo di Erdogan, e la proposta vincente di una lotta non violenta.

LE RIVOLTE CONTRO L’AUTORITARISMO – La protesta contro l’autoritarismo del governo Erdogan sta prendendo le sembianze di una guerriglia urbana, dall’occupazione dei parchi da parte dei giovani appartenenti all’associazione Solidarietà a Taksim, sino alle rivolte che hanno visto coinvolti manifestanti e ovviamente i poliziotti. Questisi sentono ora vittime incomprese, messe in croce perché costretti ad eseguire gli ordini provenienti dall’alto. Ma in mezzo a tanta violenza, a far scalpore è la forza devastante dell’immobilità e del silenzio, dimostrate l’altro giorno da alcuni manifestanti in piazza Taksim.

LA PROTESTA PACIFICA – Nei giorni scorsi il  coreografo turco Erdem Günduz è diventato il simbolo della rivolta non violenta contro le oppressioni di un governo autoritario ed impenetrabile. Günduz ha letteralmente sfidato il potere a mani nude, rimanendo per oltre otto ore immobile nella piazza simbolo delle rivolte turche di questi giorni. “Non è un atto di violenza, non possiamo condannarlo”. Sono queste le parole, apparse quasi come sconvolgenti e certamente inaspettate, pronunciate dal vicepremier turco Bulent Arinc. Una forma di protesta che ha pochi eguali, ribattezzata “Uomo in piedi contro uomo in piedi”, messaggio riportato sulle magliette dei manifestanti che, alcuni giorni dopo Günduz, hanno riproposto questo tipo di  protesta.

IL POTERE DEI LIBRI – Ai poliziotti costretti a rimanere per ore immobili a contemplare una lotta tutt’altro che violenta, e che certamente non richiedeva il loro intervento per il mantenimento dell’ordine pubblico, sono stati distribuiti centinaia di libri, dai romanzi ai classici ai saggi. “Nell’arco di pochi giorni Piazza Taksim si è trasformata da luogo di battaglia in biblioteca a cielo aperto”. Una immagine quasi surreale, in cui tutti, dai manifestanti ai ragazzi, avevano in mano un libro. Dimostrazione di come la lettura sia più forte, eloquente ed incisiva di qualsiasi guerriglia dominata dalle armi

 

21 giugno 2013

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