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Sul Corriere, il ricordo del grande scrittore Ugo Riccarelli

LA CRITICA QUOTIDIANA - Dalle pagine del Corriere della Sera, Ermanno Paccagnini ricorda attraverso un excursus tra le sue maggiori opere il grande scrittore Ugo Riccarelli, scomparso ieri all'età di 59 anni dopo una lunga malattia...

Scomparso ieri dopo una lunga malattia, Riccarelli era in corsa per il premio Campiello con il suo romanzo “L’amore graffia il mondo”


LA CRITICA QUOTIDIANA
– Dalle pagine del Corriere della Sera, Ermanno Paccagnini ricorda attraverso un excursus tra le sue maggiori opere il grande scrittore Ugo Riccarelli, scomparso ieri all’età di 59 anni dopo una lunga malattia. Ricciarelli era tra i finalisti del Premio Campiello.


RICCARELLI, UNA VITA PER LA LETTERATUA
– Ugo Riccarelli era nato a Ciriè nel 1954 da una famiglia di origini toscane. Nel 1985 si trasferì a Pisa, dove si occupò di teatro. Nel 1995 esordì con “Le scarpe appese al cuore”, a cui seguì “Un uomo che forse si chiamava Schulz”, primo grande riconoscimento del suo talento artistico, premiato con il Selezione Campiello nel 1998. In questo libro venivano raccontate le vicende della vita del grande scrittore polacco Bruno Schulz viste però dall’interno, ricreate facendosi forte della sua grandissima inventiva, e dando origine così ad un personaggio che sì richiamava quello reale, ma che però era autonomo ed in grado di vivere di vita propria. Il grande riconoscimento è stato però quello ottenuto nel 2004 con l’assegnazione del premio Strega per il romanzo “Il dolore perfetto”, una commistione di storia, geografie ed ideali. Riccarelli non ha lasciato in eredità soltanto grandi romanzi, ma anche opere di narrativa breve. Una su tutte “L’angelo di Coppi”, dieci racconti ambientati in varie discipline sportive, piccolo affresco di grandi personaggi passati alla storia.  


L’AMORE GRAFFIA IL MONDO
– “L’amore graffia il mondo” è il romanzo con il quale Riccarelli era candidato al premio Campiello di quest’anno. Oggi il comitato deciderà se considerare il romanzo ancora in corsa o meno per la finale del 7 settembre a Venezia. Il testo ha un forte impianto tradizionale, e pone al centro “una figura di donna forte e generosa”, Signorina, che delle proprie fragilità sa fare forza. La prosa è molto evocativa, la storia costituisce soltanto uno sfondo sul quale le vicende di dolore sono all’ordine del giorno.

22 luglio 2013

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