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Sul Corriere, il ricordo del grande maestro Alberto Bevilacqua

LA CRITICA QUOTIDIANA - Dalle pagine del Corriere della Sera, Dario Fertilio propone un ricordo del grande Alberto Bevilacqua, scomparso ieri all'età di 79 anni dopo una lunga malattia...

Scomparso ieri all’età di 79 anni, Bevilacqua ha attraversato trasversalmente tutti i campi della comunicazione, dalla scrittura giornalistica e di romanzi alla poesia, passando per la regia cinematografica


LA CRITICA QUOTIDIANA
– Dalle pagine del Corriere della Sera, Dario Fertilio propone un ricordo del grande Alberto Bevilacqua, scomparso ieri all’età di 79 anni dopo una lunga malattia.


BEVILACQUA, MAESTRO DEL “TROPPO”
– “Troppo. Alberto Bevilacqua è stato troppo in tutto, perché lo si possa racchiudere semplicemente nel file di una biografia”. Sono queste le parole utilizzate da Dario Fertilio per cercare di descrivere personaggio e personalità di Alberto Bevilacqua. Romanziere, poeta, regista, sceneggiatore e illustre firma del Corriere della Sera, Bevilacqua si è cimentato in tutte le forme di espressione e comunicazione possibili.

POETA, SCRITTORE, GIORNALISTA E SCENEGGIATORE – “L’album personale di Alberto Bevilacqua, una volta aperto, conduce in cento direzione diverse”. Il Bevilacqua poeta è stato quello capace di attraversare il tempo e lo spazio, per riuscire a “comunicare” con la madre defunta. Il Bevilacqua scrittore è stato quello che, nel 1961 sposa la poetessa dalmata Marianna Bacchich e intorno a lei costruisce uno dei suoi romanzi più belli, “Questa specie d’amore”. Il Bevilacqua regista è quello che ha scoperto il fascino segreto dell’attrice Romy Schneider durante le riprese del film “La Califfa”.


IL BEVILACQUA PIGMALIONE
– Bevilacqua è stato davvero tutto: innamorato dei grandi delitti, appassionato dei misteri e, nell’ultima parte della sua vita, anche pigmalione. Legatosi alla giovane attrice Michela Miti, è riuscito a trasformarla in una vera e propria poetessa “di sensibilità raffinata”. E’ proprio per questo che anche Giuliano Gramigna, uno dei più grandi appassionati della sua poesia, già prima della morte ha sostenuto che l’unico avverbio in grado di esprimere l’essenza e l’anima del grande maestro fosse proprio “troppo”.

10 settembre 2013

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