Su Repubblica, Magrelli presenta ”Il padre infedele”, il nuovo romanzo di Antonio Scurati

LA CRITICA QUOTIDIANA - Dalle pagine di Repubblica, Valerio Magrelli presenta ''Il padre infedele'', il nuovo ''romanzo generazionale'' di Antonio Scurati...

Il nuovo romanzo di Scurati affronta, in chiave moderna, un tema arcaico, quello del rapporto tra genitore e figlio

LA CRITICA QUOTIDIANA – Dalle pagine di Repubblica, Valerio Magrelli presenta “Il padre infedele”, il “romanzo generazionale” di Antonio Scurati, così definito in quanto viene narrato il rapporto tra padre e figlio, calato nella realtà di una crisi matrimoniale in una famiglia travolta dalla crisi economica.

IL PADRE INFEDELE – “Il padre infedele” è stato descritto da Walter Siti e Daniele Giglioli come il migliore che lo scrittore abbia composto dopo “Il sopravvissuto”. In questo libro infatti il protagonista era il rapporto finito tra un professore ed il suo allievo prediletto. Ne “Il padre infedele” il rapporto sondato è invece quello tra un padre ed una figlia, e la fine di una storia d’amore tra un uomo ed una donna. Il protagonista è un quarantenne milanese laureato un filosofia che ha intrapreso una carriera nel campo della ristorazione, ereditando dal padre una trattoria storica nel centro di Milano.

LA SCOPERTA DELL’ESSERE GENITORE – Ma il nodo cruciale intorno cui ruota tuta la narrazione sono le vicende economiche e private di una famiglia milanese. L’arrivo di una bambina, da enorme gioia, si trasforma invece in causa principale della crisi tra i due coniugi. La crisi post parto di lei, le difficoltà economiche e i tradimenti di lui, portano la coppia ad un lento e progressivo declino. L’unica fonte di positività e solarità è il rapporto tra il padre e la figlia, in cui l’uomo scopre una nuova dimensione esistenziale e sperimenta le gioie e le difficoltà dell’essere genitore.  


UN MODERNO ROMANZO GENERAZIONALE
– “Il padre infedele” è stato definito un “romanzo generazionale” nei due sensi del termine. Si affronta infatti in modo profondo il vero e proprio senso che il verbo “generare” ha assunto agli occhi delle nuove generazioni. Eloquenti sono le parole pronunciate dal padre del protagonista “Presto, molto presto, qualcuno avrebbe spento la luce. Già allora stavamo vendendo l’argenteria di famiglia. Non ti amareggiare Glauco, non serve a niente. Vi hanno gettato un osso già spolpato. Fai del tuo meglio, poi accada quel che deve accadere”.  


29 ottobre 2013

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