Su Repubblica, il nuovo romanzo di Alessandro Mari recensito da Gad Lerner

LA CRITICA QUOTIDIANA - Dalle pagine di Repubblica, Gad Lerner presenta il nuovo romanzo di Alessandro Mari ''Gli alberi hanno il tuo nome''...

Gad Lerner presenta “Gli alberi hanno il tuo nome”, un libro che analizza il tema della povertà nella moderna quotidianità e parallelamente nell’Umbria duecentesca del personaggio simbolo della privazione, San Francesco

LA CRITICA QUOTIDIANA – Dalle pagine di Repubblica, Gad Lerner presenta il nuovo romanzo di Alessandro Mari “Gli alberi hanno il tuo nome”, una attenta analisi dei poveri d’oggi, accostata alla figura e ai luoghi d’origine di San Francesco d’Assisi, figura simbolo per eccellenza della privazione.

LA POVERTA’ A CONFRONTO – Il nuovo romanzo di Alessandro Mari intreccia due piani geograficamente e temporalmente differenti: l’Umbria del Duecento, dove è maturato il pensiero di povertà e sacrificio di San Francesco, e l’odierna Milano, minata da precarietà giovanile, in cui “perfino la carità, il non profit, rischiano di trasformarsi in mercato, fundraising, pubblicità face to face”.

GLI ALBERI HANNO IL TUO NOME – La protagonista della storia è una giovane psicologa 33 enne, assunta a termine in una casa di cura per anziani. Si troverà  costretta a fronteggiare lo scandalo che travolgerà l’agenzia di marketing non profit del fidanzato, accusato di essersi indebitamente appropriato di soldi non destinati a lui. Ci troviamo dinanzi a due storie apparentemente distanti, ma accomunate da un sottile filo conduttore, in grado di unire epoche e luoghi diversi: la povertà. La povertà è presente nella natura umbra duecentesca proprio come nella Milano abitata dai due protagonisti. In entrambe le epoche risulta difficile riuscire ad entrare in relazione con i poveri, riconoscendoli come persone. Sarà soltanto “sulla soglia dell’abisso” che i due protagonisti riusciranno a comprendere l’umanità che sta dietro le relazioni.

NUOVE FORME DI POVERTA’ ED ATTUALITA’ DEL FRANCESCANESIMO – “Alessandro Mari è capace di esprimersi con la potenza di una scrittura classica, mai didascalica. Riunisce medioevo e contemporaneità metropolitana grazie al tramite della fantasia immaginifica d’artista”.

7 ottobre 2013

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