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Su Libero Paolo Nori demolisce il caso letterario dell’estate

LA CRITICA QUOTIDIANA – Sulle pagine di cultura di Libero Paolo Nori firma un articolo che con ironica ferocia smonta il mito de ''La verità sul caso Harry Quebert'' del francese Joël Dicker, il libro-fenomeno dell'estate, a suo dire pieno zeppo di banalità ''che si sentono solo dentro i romanzi''...
“La verità sul caso Harry Quebert” di Joël Dicker, secondo il giornalista 700 pagine zeppe di luoghi comuni
LA CRITICA QUOTIDIANA – Sulle pagine di cultura di Libero Paolo Nori firma un articolo che con ironica ferocia smonta il mito de “La verità sul caso Harry Quebert” del francese Joël Dicker, il libro-fenomeno dell’estate, a suo dire pieno zeppo di banalità “che si sentono solo dentro i romanzi”.
COSE CHE CAPITANO SOLO NEI ROMANZI – Il giornalista elenca una serie di situazioni e frasi dal libro che secondo lui compongono un manuale di banalità letterarie inverosimili. Per esempio quella “pioggia glaciale che (in agosto) sferza la regione invasa da una densa nebbia proveniente dall’oceano”, di cui si legge a pagina 440 – “forse mi sbaglio”, commenta, “ma a me sembra che cose di questo tipo […] succedano solo nei romanzi”. Oppure il racconto della prima volta in cui Harry Quebert, scrittore non più giovane che insegna all’università incastrato da un’accusa di omicidio,  vede Marcus Goldman, giovane scrittore studente presso quell’università che cerca di aiutarlo a dimostrare la sua innocenza. L’incontro risale al 1998, durante una lazione in cui Harry Quebert sta commentando l’affare Clinton-Lewinsky, e rivolto alla platea domanda: “D’accordo, al nostro presidente piace farselo succhiare, di tanto in tanto. E con ciò? Di sicuro non è il solo. A chi altro piace in quest’aula?” A quel punto ad alzare la mano è soltanto Marcus, che in piedi sulla sua sedia dichiara apertamente alla classe: “Mi chiamo Marcus Goldman e adoro farmelo succhiare”.
PER NORI, UN LIBRO DA BOCCIARE – I due diventano amici e il giovane confessa a Harry Quebert il suo sogno di scrivere un capolavoro letterario. “E lo scrittore non più giovane comincia a insegnare al giovane scrittore come si fa, come ci si comporta, come ci si veste, quello che si deve dire, e una parte significativa del libro diventa una specie di manuale di scrittura”, afferma Nori. Segue un elenco di altri virgolettati che, secondo il giornalista, sono un perfetto esempio di luogo comune romanzesco, come “‘Marcus, sai qual è l’unico modo per misurare quanto ami una persona?’ ‘No’ ‘Perderla’”,  o “Marcus, qualcuno vorrà farti credere che i libri hanno a che fare con le parole, ma è falso”. Insomma, nonostante le sue già dodici edizioni in Italia e la sua costante presenza ai vertici delle classifiche di queste settimane, per Nori il libro è decisamente da bocciare.
8 agosto 2013
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