Sei qui: Home » Libri » Critici » Su Il Messaggero, l’intervista al Premio Pultizer Michael Chabon sul suo nuovo libro

Su Il Messaggero, l’intervista al Premio Pultizer Michael Chabon sul suo nuovo libro

LA CRITICA QUOTIDIANA – Sulle pagine di cultura de Il Messaggero, lo scrittore statunitense Premio Pulitzer Michael Chabon parla in un'intervista rilasciata a Roberto Bertinetti del suo nuovo libro, ''Telegraph Avenue'', che sta presentando in questi giorni in Italia...

In un articolo a firma di Roberto Bertinetti, il celebre autore americano parla di “Telegraph Avenue”, il suo ultimo romanzo pubblicato da Rizzoli che sta presentando in questi giorni in Italia


LA CRITICA QUOTIDIANA
– Sulle pagine di cultura de Il Messaggero, lo scrittore statunitense Premio Pulitzer Michael Chabon parla in un’intervista rilasciata a Roberto Bertinetti del suo nuovo libro, “Telegraph Avenue”, che sta presentando in questi giorni in Italia. Ospite questa settimana alla Milanesiana, Chabon sarà anche al festival Le Conversazioni a Capri e poi a Collisioni, a Barolo.

UN LIBRO ISPIRATO AL PRESENTE – Dopo altre opere ambientate in atmosfere fantastiche, in questo romanzo Chabon guarda ai giorni nostri, al presente. Stanco di libri che richiedevano “lunghe ricerche persino per dar conto con accuratezza di banali gesti quotidiani”, l’autore ha cambiato rotta. La fonte di ispirazione, questa volta, è stata il mondo attuale: “per raccogliere il materiale utile per ‘Telegraph Avenue’ mi è bastato uscire di casa e osservare ciò che avevo intorno”.

UN PASSATO IDEALE – Quel che emerge da questa osservazione è soprattutto un presente pieno di incertezze, cui l’autore contrappone la memoria – o il mito, aggiungiamo noi – di un passato felice. Poco importa però discutere se i tempi andati davvero fossero migliori di quelli attuali. Come è da sempre compito della letteratura, Chabon propone un modello ideale cui guardare, per ricordarci il meglio di ciò che siamo stai o di ciò che potremmo essere. Questo modello è simbolicamente rappresentato da un negozio di vinili usati – grande passione dell’autore, che li giudica di gran lunga superiori ai cd –, il Brokeland Records, sulla Telegraph Avenue, la strada che unisce Oakland a Berkeley e che dà il titolo al libro. Brokeland Records diventa, come spiega l’autore a Bertinetti, “un microcosmo capace di racchiudere un buon numero di ideali dell’America migliore, di una terra dove persone appartenenti a classi sociali diverse, di ogni colore, possono convivere in armonia e costruire insieme un progetto di futuro”.


IL VALORE INTRAMONTABILE DELLA FAMIGLIA
– E difatti nel negozio lavorano insieme Archy, un uomo di colore, e Nat, un bianco. Loro due, le rispettive mogli, entrambe ostetriche, e i figli sono grandi amici. Ma l’equilibrio rischia di essere compromesso da una serie di avvenimenti inattesi, tra cui la prossima apertura di un megastore vicino al negozio, che con la sua offerta di cd minaccia di fare una spietata concorrenza al Brokeland Records. Così, anche la famiglia con i suoi valori, antichi ma sempre attuali per Chabon, è uno degli argomenti centrali del libro. “La famiglia”, dichiara infatti l’autore, “conta moltissimo anche per chi, come me, si ritiene un democratico e un progressista”.


27 giugno 2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti
Precedente

Estate 2013, le letture proposte da Longanesi

Estate 2013, le letture proposte da Bompiani

Successivo

Lascia un commento