Su il Giornale, Giuseppe Conte presenta i ”Racconti” di Alice Munro

Su il Giornale, Giuseppe Conte dà una lettura entusiasta dei ''Racconti'' di Alice Munro, oggi raccolti in un volume della collana ''i Meridiani'' di Mondadori, uscito il 4 giugno. Il giornalista delinea una critica puntuale e accurata dell'opera della grande scrittrice canadese...

È uscita per Mondadori nella collana “i Meridiani” la raccolta completa dei racconti della grande autrice canadese. Conte ne dà una lettura in cui illustra i grandi pregi della sua scrittura

MILANO – Su il Giornale, Giuseppe Conte dà una lettura entusiasta dei “Racconti” di Alice Munro, oggi raccolti in un volume della collana “i Meridiani” di Mondadori, uscito il 4 giugno. Il giornalista delinea una critica puntuale e accurata dell’opera della grande scrittrice canadese pluripremiata in patria e molto amata anche in Italia, che come riportato da Matteo Sacchi in una breve pubblicata nella stessa pagina ha annunciato il suo ritiro. Alice Munro l’ha annunciato nella serata di martedì, dopo essere stata insignita del Trillium Book Award per “Dear Life”, il suo ultimo libro.

LA PASSIONE PER I DETTAGLI – Conte, che ebbe modo di incontrarla in un’edizione del premio Flaiano a Pescara, ci introduce alla conoscenza della scrittrice presentandocela come “ una signora anziana, esile, con abiti, o forse modi, un po’ ottocenteschi, i capelli a ricci bianchi, uno sguardo gentile e distaccato”.  Di questa signora colpiscono le capacità narrative fuori dal comune, in grado di tessere le ambientazioni grigie e anonime delle piccole città canadesi e personaggi comuni dalle vite spesso insignificanti in trame che irretiscono il lettore. “[…] la narrazione di questo universo apparentemente piatto procede con una forza acuminata, una precisione nitida, una passione i dettagli, fisici e psicologici, una capacità costruttiva che avvince il lettore e non gli dà tregua”.

UNO SGUARDO FISSO SULLA REALTÀ – Proprio in questa attenzione per le minuzie, per i più piccoli particolari, Conte coglie la cifra caratteristica di una scrittura femminile, “refrattaria di fronte alla misura del romanzo e alle generalizzazioni ideologiche cui indulgono le scritture maschili”.  Questo carattere si rispecchia nell’equilibrio dei singoli racconti, nel modo di trattare i temi. L’erotismo, presente per esempio nei racconti “Materiali” o “Cigni selvatici”, è sempre delicato, e “non c’è traccia di mistica dell’eros come rivendicazione libertaria”. In “Le lune di Giove” la protagonista si regala un momento di fuga dalla realtà “con una visita a un planetario che la traporta verso lontananze cosmiche sempre però controllate da una ragione vigile, priva di slanci metafisici”. Da ultimo, Conte ci introduce a un racconto che definisce “dal respiro più vasto”, “La vista da Castel Rock”. Qui la scrittrice segue  i suoi avi nella traversata da Edimburgo al Canada. Si intrecciano qui le storie di personaggi memorabili, che ci portano fuori dai confini ristretti delle ambientazioni canadesi familiari. Ma anche qui, chiude il giornalista, “il finale del racconto, che ci mostra in dettaglio le tombe di quei pionieri, ci riporta al tono dominante nella Munro, a quel suo sguardo che fissa la realtà nella sua verità dura e non trasformabile”.


20 giugno 2013

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