Pensieri e Parole in valigia

“Storia di una ladra di libri”. Le parole che cambiano il mondo

“Storia di una ladra di libri”. Le parole che cambiano il mondo

Ci sono successi editoriali che meritano sempre un posto in valigia: anche se tanto ne è parlato e scritto, non smettono mai di raccontare.

 

Una sagoma scura risalta sul candore della neve.

Il fischio di un treno infrange un silenzio di ghiaccio cimiteriale.

Nel nulla della coscienza, TUTTO è già accaduto.

Così, la storia di Liesel Meminger, la “ladra di libri”, ha inizio.

Con un libro, un  condensato di lettere e lemmi da rubare ai morsi di un mostro di fuoco, per regalarlo alla memoria; da masticare, per non avvertire la pressione dei canini della fame che affondano nella carne; da urlare o da sussurrare; da sognare, per sopravvivere  all’orrore e ricordare.

Perfino la Morte, infatti, subisce il fascino delle umane parole, figlie di amore o di odio, cinicamente consapevole che esse, più delle guerre, possono cambiare il mondo.

Storia di una ladra di libri”, capolavoro di Markus Zusak, edito da Frassinelli nel 2007, è ambientato durante il secondo conflitto bellico mondiale che comportò lo scaturire di fiumi di sangue dalle montagne di cadaveri, per poi sfociare nel Flegetonte della Storia. Lungi dall’essere soltanto una testimonianza storica del nazismo, il romanzo è la narrazione di un iter di formazione e di iniziazione alla Vita.

La protagonista, Liesel, è una ragazzina, appellata “la ladra di libri“, che trafuga, per metterle al sicuro, le creature di carta come se fossero esseri viventi, vittime indifese, anch’esse, di inumani abusi.

Attraverso brevi interventi in grassetto, lapidari come necrologi, spesso sfrontati, perché privi di filtri, il lettore giunge, condotto dalla Morte in persona, al termine del libro con l’animo percorso da fremiti, cagionati da parole simili a venti del nord, e con un solo desiderio spasmodico: la libertà. Da prendere, da gustare, da rubare.

Emma Fenu

 

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