Gli aforismi dello scrittore

Stendhal, le frasi e gli aforismi più celebri

Per celebrare l'anniversario della nascita dello scrittore francese Stendhal, vi proponiamo una selezione dei suoi aforismi più importanti
Stendhal, le frasi e gli aforismi più celebri

MILANO – Ricorre oggi l’anniversario della nascita di Stendhal, amante dell’arte e appassionato dell’Italia, paese in cui visse a lungo. Esordì in letteratura nel 1815 con le biografie su Haydn, Mozart e Metastasio, seguite nel 1817 da una “Storia della pittura in Italia” e dal libro di ricordi e d’impressioni “Roma, Napoli, Firenze”. I suoi romanzi di formazione “Il rosso e il nero” (1830), “La Certosa di Parma” (1839) e l’incompiuto ‘Lucien Leuwen’, scritti in una prosa essenziale che ricerca la verità psicologica dei personaggi, fanno di Stendhal, con Balzac, Hugo, Flaubert, Maupassant e Zola, uno dei maggiori rappresentanti del romanzo francese del XIX secolo: i suoi protagonisti sono giovani romantici che aspirano alla realizzazione di sé attraverso il desiderio della gloria e l’espansione di sentimenti appassionati.

Clicca qui per leggere e condividere gli aforismi dello scrittore !

.  
“A Parigi, nel momento in cui si decide di andare a Roma, bisognerebbe stabilire di andare al museo un giorno sì e uno no: si abituerebbe l’anima a sentire la bellezza.”

.

“Bellezza è una promessa di felicità.”

.

“Il fluido nervoso negli uomini è consumato dal cervello e nelle donne dal cuore; è per questo ch’esse sono più sensibili.”

.

“L’unica scusa di Dio è che non esiste.”

.

“La vera patria è quella in cui incontriamo più persone che ci somigliano.”

.

“Le parole sono sempre una forza che si cerca fuori di sé.”

.

“Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo.”

.

“Ogni vera passione non pensa che a se stessa. È questa, mi pare, la ragione per cui le passioni sono così ridicole a Parigi, ove il vicino pretende sempre che si pensi molto a lui.”

.

“Un romanzo è uno specchio che passa per una via maestra e ora riflette al vostro occhio l’azzurro dei cieli ora il fango dei pantani. E l’uomo che porta lo specchio nella sua gerla sarà da voi accusato di essere immorale! Lo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada in cui è il pantano, e più ancora l’ispettore stradale che lascia ristagnar l’acqua e il formarsi di pozze.”

 .
“Più grande è la noia della vita abituale, più sono attivi i veleni chiamati gratitudine, ammirazione, curiosità. Occorre allora una rapida, pronta ed energetica distrazione.”

.

LEGGI ANCHE: CHE COS’E’ LA SINDROME DI STENDHAL?

© Riproduzione Riservata
Commenti