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Stefano Parise (AIB), ”Per tutelare le biblioteche occorre riorganizzare l’intero sistema”

Raccontare l'orgoglio di un servizio bibliotecario che, nonostante difficoltà e sacrifici, porta avanti un ruolo fondamentale, a disposizione dei cittadini. E' questo il senso del BiblioPride, come spiega il presidente dell'AIB Stefano Parise. Al termine dell'articolo è possibile leggere la lettera a firma di Giorgio Napolitano in cui il capo dello Stato esprime il suo apprezzamento per l'iniziativa...

Il presidente nazionale AIB Associazione Italiana Biblioteche spiega in cosa consiste il BiblioPride e parla dello stato delle biblioteche in Italia

MILANO – Raccontare l’orgoglio di un servizio bibliotecario che, nonostante difficoltà e sacrifici, porta avanti un ruolo fondamentale, a disposizione dei cittadini. E’ questo il senso del BiblioPride, la Giornata Nazionale delle Biblioteche che si svolge oggi a Firenze in piazza Santa Croce e in tutta Italia, raccontato dalle parole del presidente nazionale AIB Stefano Parise. Il responsabile dell’Associazione Italiana Biblioteche spiega in cosa consiste il Bibliopride e parla dello stato delle biblioteche in Italia. alal fine dell’intervista, è possibile leggere 

Qual è il senso di una giornata interamente dedicata all’orgoglio bibliotecario?
Vogliamo far passare il messaggio che in Italia, tra mille difficoltà e sforzi, cerchiamo di garantire un servizio di accesso, di consultazione, di prestito in tutte le biblioteche. Sembra una cosa piccola, ma in realtà significa garantire l’esercizio di un diritto costituzionale: l’accesso al patrimonio culturale realizzato in forma scritta e non solo (oggi, le collezioni conservate all’interno delle biblioteche sono anche in formato digitale). Bibliopride rappresenta un’affermazione d’orgoglio per chi lavora quotidianamente al servizio della cultura italiana, spesso in un ruolo ne visibile ne riconosciuto, ma anche una richiesta di più attenzione da parte delle istituzioni nei confronti di una rete che rappresenta una vera e propria infrastruttura nazionale per l’accesso alla conoscenza da parte di tutti i cittadini.


Perché quest’anno è stata scelta Firenze come centro dell’iniziativa?

L’idea di svolgere una giornata dedicata all’orgoglio delle biblioteche è nata in Toscana, e quindi in qualche maniera paghiamo un debito di riconoscenza nei confronti dei colleghi che ci hanno sollecitato ad organizzarla. Piazza Santa Croce è la piazza simbolo della cultura italiana. Nella basilica di Santa Croce sono sepolti Machiavelli, Galileo, Michelangelo e poteva esserci la tomba di Dante.

Qual è lo stato di salute delle biblioteche italiane? Quali sono le principali problematiche?
I problemi sono quelli di sempre: poche risorse, con bilanci falcidiati dalla crisi. Una situazione drammatica degli organici, che se non si pone rimedio porterà alla chiusura anche di biblioteche molto importanti. Una incapacità, tutta italiana, di mettere mano ad una riorganizzazione seria del sistema. Non riusciamo a smuovere di un millimetro assetti consolidati da molti anni. Naturalmente, risorse e personali sono fondamentali, ma ciò non basta se non vengono modificati gli assetti organizzativi, le dinamiche di collaborazione tra i vari comparti (Stato-università-enti locali-scuola).

Cosa possono fare i cittadini per sostenere le biblioteche?
Sicuramente frequentarle di più. Chiedere a gran voce a chi ne ha responsabilità, ovvero alle amministrazioni, di una maggiore attenzione per questi servizi che sono per i cittadini, non per i bibliotecari. Credo che un’assunzione di responsabilità collettiva passi attraverso questo, che a sua volta implica un percorso culturale che dovrebbe riguardare l’Italia: quello di riprendere a considerare centrali le dimensioni del sapere, della conoscenza, dell’istruzione, del merito. Componenti di una visione che andrebbero valorizzati e messi al centro. Presupposti per far sì che le persone attribuiscano un maggior valore al fatto di frequentare una biblioteca, un museo, un teatro.

5 ottobre 2013

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