Pensieri e Parole in valigia

“Stammi vicino”: una storia d’amore con il sapore del cacao amaro e del cioccolato al latte

“Stammi vicino”: una d’amore con il sapore del cacao amaro e del cioccolato al latte

“C’era una volta una bella principessa atzeca, dagli occhi di spinello nero e dalla pelle di velluto.” Con struggimento, salutò il suo sposo che fiero partiva in guerra, promettendogli che avrebbe custodito il loro immenso tesoro con audacia degna di una guerriera.

I nemici, purtroppo, giunsero e, non ripagati dalla confessione del luogo in cui il tesoro era celato, stroncarono la vita in fiore della fanciulla il cui sangue, versato nell’odio, fece nascere la pianta del cacao, partorita dal cuore, e non dal ventre, di una madre.

Memore delle proprie origini, i semi scuri sono amari come il dolore e, al contempo, dal sapore inteso ed eccitante come il coraggio.

Il popolo Maya lavorò con perizia il magico cacao, cibo prelibato per mense di dee e dei e associato alla fertilità di terra, piante e uteri, mischiandolo, durante le sacre cerimonie, con il proprio stesso sangue.

 

Sangue e cioccolato.

Amore e cioccolato: un pugno allo stomaco, divenuto voliera di farfalle, e un bacio sulla bocca, avida di firmamento.

 

Stammi vicino, scritto da Anna Maria Brattoli ed edito da Lettere Animate nel 2015, è un romanzo che profuma prima di parlare: aroma di caffè, di crostata alle fragole, di spaghetti ai frutti di mare, di orate appena pescate e, ovviamente, di cioccolato.

La protagonista è Gaia, una giovane donna con una laurea in lettere e un’infanzia attraversata da traumi, che vive protetta dalla propria bolla di paura dell’amore e della felicità,  trascinandosi in ufficio e chiudendo i suoi sogni in una casa abitata da ombre.

Accanto a lei, in un singolare girotondo di corpi dipinti da Chagall che ballano sulle note di Vasco, si delineano altri personaggi alle prese con le proprie storie di successi e fallimenti, di tradimenti e di fiduciosi abbandoni.

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Pagine che si sorseggiano come una bevanda calda e speziata o si mordono come frutti polposi e che insegnano l’amore, descrivendolo come nutrimento di membra e anima.

Del resto, il bacio nasce proprio dall’atto materno di sfamare i piccoli, inserendo nelle loro bocche affamate il cibo ammorbidito.

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Ti nutro di me.

Ti bacio.

Fidati.

Ti amo.

Sento i battiti del tuo cuore che cerca il mio.

Stammi vicino. Sempre.

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Emma Fenu

 

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