Simonetta Agnello-Hornby, ”Al Festivaletteratura di Mantova parlo del legame tra cucina e cultura”

Dal 1972 vive a Londra, ma l'amata autrice siciliana non ha certo spezzato il legame con le sue origini, che riecheggiano nelle sue parole e nei suoi libri. E sono i profumi, i sapori e le tradizioni della sua terra che Simonetta Agnello-Hornby porta al Festivaletteratura di Mantova, dove nell'incontro di oggi racconterà la Sicilia nei suoi aspetti letterari e storici a partire dalla sua tradizione enogastronomica...

L’autrice siciliana naturalizzata inglese, ospite oggi a Mantova, anticipa alcuni dei temi che tratterà durante il suo incontro al Festival

MANTOVA – Dal 1972 vive a Londra, ma l’amata autrice siciliana non ha certo spezzato il legame con le sue origini, che riecheggiano nelle sue parole e nei suoi libri. E sono i profumi, i sapori e le tradizioni della sua terra che Simonetta Agnello-Hornby porta al Festivaletteratura di Mantova, dove nell’incontro di oggi racconterà la Sicilia nei suoi aspetti letterari e storici a partire dalla sua tradizione enogastronomica. La cucina è espressione di cultura: ne è convinta la scrittrice, che in questo 2012 ha dedicato a questa forma d’arte “La pecora di Favara”, scritto insieme alla sorella Chiara Agnello ed edito da Slow Food, e “La cucina del buon gusto”, scritto con Maria Rosario Niada Lazzati e uscito per Feltrinelli.

 

LA KITCHEN THERAPY – “La storia de ‘La cucina del buon gusto’ è un po’ complicata”, spiega l’autrice. “Io volevo scrivere un libro intitolato ‘Kitchen Therapy’, sul valore terapeutico della cucina, con Maria Rosario Niada, che è cuoca di professione. Speravamo che il libro potesse uscire in lingua inglese, poi però, a causa di alcuni miei problemi in famiglia e di difficoltà dell’editore inglese, mettemmo momentaneamente da parte questo lavoro. In seguito tornammo alla carica con questo progetto soltanto con Feltrinelli, cui comunque propongo sempre i miei libri: decidemmo di scrivere un testo su Brillat-Savarin, gastronomo francese autore de ‘La fisiologia del gusto’, che avevamo scoperto e letto di recente. È stato lui a insegnarmi la vera kitchen therapy: mangiare bene, vivere la vita e rispettare gli altri.”

 

DALLE PRATICHE DELLA CUCINA NASCE LA CULTURA – “Tutte le culture amano la cucina e le riconoscono il valore che merita”, prosegue Simonetta Agnello-Hornby. “Quello che ci distingue dagli animali, che ci ha fatto fare il passo evolutivo da Homo sapiens a Homo sapiens sapiens secondo la visione degli antropologi, è proprio il fatto che abbiamo iniziato a cucinare: l’uomo ha cominciato a coltivare, ha conosciuto il fuoco, ha iniziato a cuocere le sue vivande. Da queste pratiche sono derivate le culture. Il progresso dell’uomo nasce dalla cucina, e infatti non c’è cultura che non ami la cucina. Naturalmente si cucina con quello che offre il proprio territorio: in Sicilia abbiamo un bel clima e una terra che regala tante risorse da questo punto di vista, ovviamente in Lapponia non c’è la stessa ricchezza. Ma in qualsiasi cultura la cucina ha un valore quasi sacrale.”

 

IL PANORAMA LETTERARIO ITALIANO – La scrittrice, che da molti anni vive all’estero e osserva il panorama letterario italiano da una prospettiva esterna, ha un giudizio positivo della cultura nel nostro Paese. “In Italia la cultura fa quello che può, e lo fa bene. Il Sole 24 ore, per esempio, pubblica dei libri e li vende con il domenicale, ma anche Repubblica da molto tempo porta avanti una simile iniziativa: cercare di entrare nelle case della gente con il giornale è una bellissima idea, la stampa inglese questo non lo fa. E ancora, la Radio3 italiana è splendida! Io credo che la cultura in Italia sia viva, anche in paragone all’Inghilterra. È vero, gli inglesi leggono di più, ma che cosa? È molto diffusa la cosiddetta chick lit, una letteratura di intrattenimento, non una letteratura di alta qualità.”

 

NUMEROSI I GIOVANI AL FESTIVALETTERATURA – “Sul versante dei festival legati a libri e cultura, invece, bisogna riconoscere la leadership dell’Inghilterra. Anche il Festivaletteratura di Mantova è stato ispirato da una manifestazione di un piccolo paesino inglese. Queste iniziative sono tutte interessanti e importanti, le apprezzo. Io sono anche presidente di un premio letterario, la ‘Torre dell’orologio’ di Siculiana, paese siciliano dove da tre anni si tiene un festival della letteratura con mostre di libri e incontri. Sono belle manifestazioni, che dovrebbero smuovere e interessare tutti quanti”, commenta l’autrice. “Ma anche i pochi che leggono e che prestano attenzione al mondo dei libri fanno tanto. A Mantova ho conosciuto una schiera di ragazzi meravigliosi che vengono a fare i volontari: ci sono numerosi giovani, e questo è molto positivo. Per diffondere l’amore dei libri è però necessario in primis l’impegno dei genitori. In Inghilterra si comprano libri ai bambini dai sei mesi, le madri hanno l’abitudine di leggere loro ad alta voce. Quali mamme in Italia fanno altrettanto?”

 

6 settembre 2012

© Riproduzione Riservata
Commenti