Silvia Avallone a Pordenonelegge, ”La rivoluzione è di chi rimane”

DAL NOSTRO INVIATO A PORDENONE - E’ una scrittura travolgente quella di Silvia Avallone che ha presentato a Pordenonelegge in anteprima il suo nuovo romanzo Marina Bellezza (edito da Rizzoli)...

PORDENONE – E’ una scrittura travolgente quella di Silvia Avallone che ha presentato a Pordenonelegge in anteprima il suo nuovo romanzo Marina Bellezza (edito da Rizzoli). “Dopo il successo di Acciaio – dice la scrittrice – è stato necessario ripartire da zero, lasciando passare del tempo per recuperare energia creativa. Sono partita da un luogo: cosi come Acciaio è nato da Piombino questo secondo romanzo nasce da Valle Cervo, ma l’atmosfera è diversa”. Acciaio  è ambientato nella società del benessere e in un’ Italia competitiva e vincente,  ma vista dalla parte delle fabbriche e degli operai, questa seconda opera, maturata al tempo della crisi, la “risolve” liberando un’ energia positiva . “Ho voluto far capire – dice l’autrice- che la fuga all’estero per quelli della mia generazione non è l’unica strada, ci sono altre possibilità e credo che queste debbano venire dalla provincia. Abbiamo capito che la strada consolidata del lavoro fisso e la famiglia non sono più tappe praticabili”. Ma non ci si deve rassegnare: si deve iniziare da dove c’è l’abbandono e dove c’è più forte la possibilità di reinventarsi, una terra abbandonata e di frontiera, che la Avallone dipinge con le tinte cupe e malinconiche dei suoi western preferiti: i film di Sergio Leone.

RISCOPRIRE LE RADICI – Questa il paesaggio che fa da cornice alla vicenda in cui si fronteggiano Marina, vent’anni e una bellezza assoluta, che cerca una strada facile, andando in città e prendendosi tutto fama e denaro  ed Andrea che invece si vuole “sporcare” le mani e riscoprire le sue radici. La bellezza di lei è sfrontata, un dono immeritato, con qualcosa di selvaggio e indomito come la valle in cui è ambientata la vicenda. Marina è cresciuta inseguendo l’affetto di suo padre, perduto sulla strada dei casinò e delle belle donne, e di una madre troppo giovane e fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, che significa lasciare la Valle Cervo e avere il mondo ai suoi piedi. Un sogno da raggiungere subito e con ostinazione. La stessa ostinazione di Andrea, che vive all’ombra del fratello emigrato in America, ma che ha un progetto folle e coraggioso in cui nessuno sembra disposto a credere, neppure suo padre. Per lui la sfida è tornare dove ha cominciato il nonno tanti anni prima, risalire la montagna, ripartire dalle origini. “Questo è il messaggio forte del libro – sottolinea la Avallone – una via di uscita per le nuove generazione c’è e non è né la fuga né lo sconforto”.

LA SCINTILLA – Marina e Andrea si attraggono e respingono come magneti, bruciano di un amore che vuole essere per sempre. Marina ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. Andrea sceglie invece di lavorare con le mani, di vivere secondo i ritmi antichi delle stagioni. Loro due, insieme, sono la scintilla. “ La vera rivoluzione che ci insegna questa storia – dice la scrittrice . sta nel rimanere, nel riappropriarci della nostra terra senza arretrare di un passo perché, anche se scalzi, furiosi e affamati, ce la faremo. I nostri padri ci hanno sottratto il futuro  e le speranze , ma non importa” . La via di salvezza non è l’amore assoluto , come quello del romanzo, fatto di eterni ritorni, di attese: non ci si salva da soli.  Sullo sfondo, l’ampio respiro della provincia piemontese (i luoghi natali della Avallone), punteggiata di capannoni industriali abbandonati e di scelte controcorrente in contestazione ai dogmi anni ‘80 che ancora imperano, di cui il più spietato è: ti devi divertire.

Alessandra Pavan

23 settembre 2013

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