Sei qui: Home » Libri » Critici » Sì a ”inciucio”, no a ”la ministro”, l’Accademia della Crusca raccoglie e valuta 200 neologismi

Sì a ”inciucio”, no a ”la ministro”, l’Accademia della Crusca raccoglie e valuta 200 neologismi

LA CRITICA QUOTIDIANA – ''Conservare una lingua non vuol dire fossilizzarla'', e così Nicoletta Maraschio, presidente della Crusca, ci spiega il fondamento del libro che domani 4 dicembre sarà presentato nel salone de' Dugento di Palazzo Vecchio a Firenze: ''La Crusca risponde. Dalla Carta al web''...

La lingua italiana deve rinnovarsi e stare al passo con i tempi. Sul Corriere della Sera, Gian Antonio Stella fa un censimento dei nuovi termini e costrutti grammaticali dai più bizzarri a quelli più curiosi e colti

LA CRITICA QUOTIDIANA – “Conservare una lingua non vuol dire fossilizzarla”, e così Nicoletta Maraschio, presidente della Crusca, ci spiega il fondamento del libro che domani 4 dicembre sarà presentato nel salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio a Firenze: “La Crusca risponde. Dalla Carta al web” a cura di Marco Biffi e Raffaella Setti. Volume frutto del pluriennale lavoro di consulenza linguistica svolto dall’Accademia della Crusca che ne testimonia l’apertura al largo pubblico.

IL LIBRO – “La Crusca risponde. Dalla Carta al web” segue, a quasi venti anni di distanza, “La Crusca risponde” (1995) e contiene le risposte a circa duecento nuovi quesiti sul lessico e sulla grammatica dell’italiano. La Consulenza Linguistica della Crusca, nell’arco di un decennio, ha risposto alle domande di lettori curiosi e sempre più appassionati che individuano un importante repertorio dei fenomeni che caratterizzano il movimento dell’italiano contemporaneo, tra continuità e trasformazione. Le risposte, documentatissime, sono opera sia di accademici e linguisti (tra i quali Nicoletta Maraschio, Bice Mortara Garavelli, Giovanni Nencioni, Sergio Raffaelli, Francesco Sabatini, Luca Serianni, Salvatore Claudio Sgroi, Serge Vanvolsem), sia del gruppo di giovani ricercatori impegnati quotidianamente in questa delicata e importante attività dell’Accademia della Crusca.

NEOLOGISMI – “Sono strepitose, spesso, le domande rivolte dagli italiani inquieti all’Accademia della Crusca che, a dispetto dei tagli, cerca di conservare dal 1583 la purezza della nostra lingua” riporta Gian Antonio Stella che passa in rassegna nuovi termini entrati nell’uso comune e che sono stati oggetto di valutazione da parte dell’Accademia, dagli aggettivi “palestrato” a “gonnata” «ragazza poco incline a indossare i pantaloni» alla parola “inciucio”, promossa dalla Crusca e che deriva da inflessioni dialettali: «Propriamente il napoletano ‘nciucio significa pettegolezzo, chiacchiericcio e il verbo nciucià “spettegolare, fare e riportare chiacchiere”; malignare mettere zizzania», invece la parola comunemente usata «tende a scostarsi dal suo significato originale per assumere quello di “imbroglio, intrallazzo, finta”».

DUBBI LINGUISTICI – Ci sono poi le domande su annosi dubbi linguistici: «Il ministro, la ministra, o la ministro della Pubblica istruzione, con l’apposizione di un antroponimo femminile?» e qui risponde Giovanni Nencioni che respinge con decisione «l’ircocervo “la ministro”». Oppure errori dati per scontati come “il zaino” o “il zucchero”, ebbene, la Crusca ci dice che non è scorretto. Infine ci sono le “«fissazioni» da parte di certi talebani dell’ortodossia” continua Stella, come ad esempio la congiunzione “e” all’inizio di un periodo o titolo. Tra pignolerie da parte dei lettori e repliche argute da parte degli accademici, vengono sfatati dunque molti miti, tra cui la congiunzione “e” che adesso sappiamo essere corretta davanti ad un titolo.

3 dicembre 2013

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Potrebbe interessarti anche:
50 parole straniere che potremmo benissimo dire in italiano
parole-straniere-in-italiano

Nel linguaggio comune, imperversano neologismi e termini stranieri che man mano stanno sopravanzando nella frequenza d'utilizzo i corrispettivi vocaboli italiani. Se alcune parole come “marketing”, “sport”, “rock”, “browser”, “smog” non trovano un corrispondente efficace nella nostra lingua, ci sono altri termini come 'workshop', 'abstract', 'fashion', 'light' di cui potremmo far Leggi articolo

“Carrambata”, origine e significato del neologismo
"Carrambata", origine e significato del neologismo

Scopriamo come nasce il termine "carrambata", di uso comune ed entrato in poco tempo all'interno del dizionario della lingua italiana.

Conosci i neologismi della lingua italiana? Scoprilo con questo test
Conosci i neologismi della lingua italiana? Scoprilo con questo test

Pensate di conoscerle i neologismi italiani? Mettiti alla prova, senza sbirciare su internet, e rispondi alle domande di questo test linguistico

I neologismi più utilizzati nati dall’inizio della pandemia
I neologismi più utilizzati nati dall'inizio della pandemia

Dopo un anno di lockdown gli esperti di lingue di Babbel hanno raccolto alcuni tra i neologismi legati alla pandemia più particolari creati per descrivere l’attuale contesto storico

Cringe, il significato della nuova parola entrata nel linguaggio comune
Cringe, il significato della nuova parola entrata nel linguaggio comune

Il sito dell'Accademia della Crusca ha dedicato una pagina all'analisi del neologismo derivante dall'inglese. Ecco il significato della parola "Cringe"

Le nuove parole che entrano a far parte del dizionario
Le nuove parole che entrano a far parte del dizionario

Scopriamo insieme le nuove parole entrate a far parte del dizionario con la nuova edizione del Devoto Oli, uscito una decina di giorni fa.

© Riproduzione Riservata