Serena Riglietti, ”Ecco come sono diventata l’illustratrice italiana di Harry Potter…”

L’illustratrice del piccolo mago ci parla della sua attività e ci racconta alcuni segreti del mestiere

Tradurre visivamente ciò che il lettore non riesce elaborare da solo. E’ questa la sfida di accompagna con i suoi disegni il testo contenuto in un libro secondo Serena Riglietti, l’illustratrice celebre per aver tradotto in immagini i volti e gli ambienti della versione italiana di Harry Potter, pubblicata da Salani. L’illustratrice del piccolo mago di parla della sua attività e ci racconta alcuni segreti del mestiere.

Come è iniziato il tuo percorso artistico?

Disegno da sempre. Ho frequentato la scuola d’arte, quindi ho seguito tutti i passaggi obbligatori che fa chi scopre che questo può diventare un mestiere. Frequentavo disegno animato, ma non mi piaceva molto la ripetitività che c’era nell’animazione, e preferivo dare spazio ad immagine ricche, più articolate, con un concetto diverso di tempo.

Quindi sei stata l’illustratrice della versione italiana di Harry Potter…

Agli inizi facevo l’illustratrice per editori piccoli. Era il 1998 e frequentavo ancora l’Accademia quando decisi di recarmi a Milano perché lì erano presenti tutte le maggiori case editrici. Dopo un paio di giorni telefonai alla Salani per chiedere di potermi presentare con il mio ebook. Mi risposero di mandare delle fotocopie, ma io specificai che mi trovavo davanti alla propria sede. Quindi mi fecero salire e hanno visto i disegni. Dopo due mesi, mi hanno chiamato prima per illustrare un tascabile di Beatrice Masini, dopo mi proposero di illustrare Harry Potter.

I tuoi disegni accompagnano la narrazione delle storie del piccolo mago. Come avviene la trasposizione dal testo al disegno?

Nonostante Harry Potter sia un fenomeno, avviene tutto ciò che accade per altri libri. Ho letto la storia e l’ho illustrata secondo il mio immaginario, utilizzando il mio stile, il mio segno. Tutte le scelte fatte dagli editori negli ultimi tempi scaturiscono dalla necessità di trovare un immaginario comune per tutti, in considerazione del successo che il libro ha avuto in tutto il mondo. Adesso, a distanza di 16 anni, il mio disegno non è adeguato a tutto quello che è scaturito, ad esempio, dai film.

C’è stato un cambiamento enorme, anche in conseguenza del successo di Harry Potter rispetto alla letteratura fantasy. Oggi, se dovessi illustrarlo, dovrei affrontare una serie di questioni che 18 anni fa non ho fatto, come la trasposizione cinematografica e la crescita del personaggio. Non ho mai visto i film durante il mio lavoro di illustratrice di Harry Potter, proprio per non farmi influenzare e non adeguarmi ad un immaginario diverso, quello del cinema, e rimanere fedele allo stile con cui ho iniziato.

Molti libri non sono solo fatti di testo, ma anche da illustrazioni. Qual è l’importanza del disegno nell’accompagnare la narrazione, in particolare all’interno dei libri per ragazzi?

Harry Potter è una storia così coinvolgente che avrebbe conquistato tutti indifferentemente dalla veste grafica che si sarebbe costruita intorno. Ci sono dei libri come i “picture books” in cui le immagini hanno un’importanza diversa rispetto ai tascabili o ad altri libri dove il testo è molto ricco. Ad un certo punto si è deciso di non inserire più illustrazioni interne nei libri di Harry Potter, soprattutto perché il pubblico stava crescendo d’età insieme al protagonista.

Ci sono molti lettori di Harry Potter ancora affezionati ai miei disegni, nonostante poi Salani abbia pubblicato le ultime edizioni dei libri con illustrazioni e copertine diverse. Comprando quelle dell’editore americano Scholastic, che si rifà molto alle atmosfere ed ambientazioni dei film. L’illustrazione è importante quando trovi delle persone che in quei disegni trovano risposta alle loro immagini mentali che non sono in grado di elaborare da soli, e tu riesci a tradurle visivamente.

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