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Sassolini e Grashofer ”Con Booksalad creiamo un ponte tra Italia e Germania”

Prendere autori tedeschi di thriller conosciuti in Germania e all'estero e pubblicarli per la prima volta in Italia. Questa è l’idea che i direttori della giovane casa editrice Booksalad Livio Sassolini e Anna Sophie Grashofer hanno di recente messo in piedi...
I direttori editoriali della giovane casa editrice spiegano l’idea alla base della loro ultima collana Angst, la dedicata ai thriller tedeschi

MILANO – Prendere autori tedeschi di thriller conosciuti in Germania e all’estero e pubblicarli per la prima volta in Italia. Questa è l’idea che i direttori della giovane casa editrice Booksalad Livio Sassolini e Anna Sophie Grashofer hanno di recente messo in piedi. Un’iniziativa che rappresenta una bella novità in un periodo in cui il genere thriller va abbastanza forte. I direttori generali presentano questa e altri progetti futuri della loro giovane realtà editoriale.

Come nasce il progetto Booksalad?
Il progetto Booksalad non ha avuto una gestazione breve. Ne abbiamo parlato e riparlato. Per mesi. Prima a bassa voce, quasi con timore: aprire una casa editrice, creare libri, mettere i sogni nero su bianco ci sembrava impossibile da realizzare. Poi abbiamo deciso di compiere il salto, di smettere di pensare. Ci siamo iscritti a fiere, creato un sito, stressato amici e parenti per una mano (ancora lo facciamo) e ora siamo qua. Felici di esserlo. Booksalad adesso occupa uno spazio importante della nostra vita. Una casa editrice richiede molto tempo, molta attenzione e soprattutto quando si è piccoli come noi, passione.

Su quali strumenti puntate?

Con Booksalad cerchiamo soprattutto di pubblicare libri di qualità. Questa è la prima regola. Teniamo anche a dire che non siamo una casa editrice a pagamento, quindi quando pubblichiamo qualcosa ci crediamo veramente. Puntiamo molto sulla rete, sui social network e  a brevissimo andrà online anche il nostro blog: Editori Last Minute, tramite il quale racconteremo la quotidianità della vita di un editore. Realizziamo ebook ed anche booktrailer. Quest’ultimo specialmente è ancora poco utilizzato in Italia e per noi rappresenta una vetrina importante. Il nostro booktrailer di "Fegato e Cuore" è arrivato in finale a CortinaMetraggio questo anno. Cerchiamo anche di essere presenti a più fiere ed eventi possibile, in maggio per esempio saremo al Salone del Libro di Torino. Farci vedere, conoscere gente, incontrare persone è sempre stimolante. Abbiamo un distributore nazionale, ma il contatto diretto con il lettore è sempre molto interessante.

Da cosa nasce l’idea di portare in Italia la letteratura thriller tedesca?
Con Booksalad cerchiamo di trovare la nostra nicchia, il nostro spazio. Ecco perché pubblichiamo libri, e anche generi, che è difficile trovare. Per esempio abbiamo una collana autobiografica, Festina Lente. Con ANGST, la collana dedicata ai thriller tedeschi, cerchiamo di arricchire un genere attualmente dominato dalla Scandinavia e in parte dal mondo anglosassone. Poco arriva dalla Germania, che anche possiede autori di spessore già pubblicati con successo in altre nazioni. In più mia moglie è tedesca ed ha studiato alla Università di Amburgo con la quale abbiamo costantemente rapporti e collaborazioni. Questo permette quindi alla Booksalad di conoscere a fondo il mercato e il mondo della editoria tedesca, dalla quale non prendiamo solo libri ma anche stimoli e idee.
 
Quali sono la particolarità del thriller tedesco, rispetto a quello di altre nazioni?
Il thriller tedesco non segue un unico filone ma si differenzia in varie tipologie. Nello specifico nostro siamo interessati a libri con ambientazione in Germania. Con la collana ANGST proponiamo thriller di autori tedeschi e ambientati in Germania; desideriamo così dare anche uno "spaccato" della società e della quotidianità della vita in una altra nazione. Non raccontiamo solo una storia di mistero e azione ma anche una società, con le sue tradizioni e modi di vivere.

Il selfpublishing viene spesso visto come un rischio per l’editoria tradizionale (perdita di qualità, sovraffollamento titoli). Siete d’accordo?
Booksalad ha pochi anni di vita quindi il non avere esperienza e il non aver visto "tempi migliori" puo’ essere fuorviante nel dare un giudizio. Ma il nostro parere è che il selfpublishing non sia dannoso ne pericoloso. Sicuramente la qualità potrà essere a volte inferiore ma permette di avere più scelta. Semmai il problema è l’utente finale, il lettore, che non è attento nella scelta o non approfondisce abbastanza la sua ricerca.

4 maggio 2013

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