Rossella Calabrò, ”Nel mio libro, a svelarci i segreti dell’animo femminile è…un ascensore”

''E' un libro che per metà fa sorridere, e per metà fa pensare'', così Rossella Calabrò ci presenta la sua ultima fatica, ''Il tasto G''. Il protagonista è GianBattista Stigler, massimo conoscitore delle emozioni private delle donne...
Dopo il successo delle “Cinquanta sbavature di Gigio” e delle “Cinquanta smagliature di Gina”, l’autrice torna in libreria con “Il tasto G”, in cui un singolare narratore racconta le confessioni carpite alle donne in “cent’anni di ascensoritudine”

MILANO – “E’ un libro che per metà fa sorridere, e per metà fa pensare”, così Rossella Calabrò ci presenta la sua ultima fatica, “Il tasto G”. Il protagonista è GianBattista Stigler, massimo conoscitore delle emozioni private delle donne. Per anni e anni ha infatti origliato, a loro insaputa, le confessioni cui queste si abbandonavano in solitudine mentre lui le accompagnava su e giù per i pianerottoli del suo condiminio. Sì, perché GianBattista Stigler è un vecchio ascensore. E chissà quanto hanno da raccontare le sue vecchie pareti di legno, ora che possono parlare…

Da cosa nasce l’idea di questa tua nuova opera? Il protagonista è…un ascensore.

In realtà GianBattista Stigler, vecchio ascensore galantuomo, è la voce narrante del libro. Le vere protagoniste sono le donne di cui lui ci racconta i pensieri più segreti. Infatti Stigler esordisce dichiarando: "Confesso che ho origliato". Lui ama le donne, le accompagna da quasi un secolo su e giù per i pianerottoli del suo condominio, e il suo specchio riflette ogni emozione, ogni amore, ogni nevrosi delle passeggere. Lui le ascolta e, in cent’anni di ascensoritudine, è diventato il più grande connaisseur de femmes del mondo. Un vero esperto dell’animo femminile. Chi si era riconosciuta in "Cinquanta smagliature di Gina", in queste donne si riconoscerà ancora di più.

Perché hai deciso di concentrare l’azione del libro in questo luogo?

I vecchi ascensori anni Trenta, quelli di legno, col sedile di pelle e la pulsantiera di ottone mi hanno sempre affascinato. Fin da piccola pensavo: “Chissà quante ne ha sentite, questo ascensore qua”.
E poi l’ascensore è un luogo speciale, una specie di confessionale semovente, dove ognuno di noi si guarda nello specchio, fa le facce più strane, magari parla da solo, e forse le pareti di prezioso legno incerato assorbono le nostre emozioni. GianBattista Stigler (Stigler è la marca più famosa di ascensori) era il personaggio ideale per raccontarci queste emozioni, col suo tono un po’ sornione, un po’ ironico, molto charmant, da impeccabile maggiordomo. Anche se poi, pagina dopo pagina, si lascia andare.

Quali sono le caratteristiche dei personaggi presenti all’interno del libro?
Ogni personaggio ha un nome che lo identifica, con ironia: c’è Benedetta Colla che sta appiccicata al suo fidanzato come il Bostik, c’è Isadora Dukan che è ossessionata dalla dieta, c’è Massimo Distacco, un uomo che non si fa mai scalfire dalle emozioni, c’è persino Marzia Mars, una marziana in gita sulla Terra, e tanti altri. Tutti hanno qualcosa in comune: un enorme sovrappeso emotivo e un grandissimo bisogno di essere ascoltati. Ma a questo ci penserà il magico Tasto G. Un tasto molto speciale.

C’è qualcuno nel quale ti rivedi?

Come sempre in tutti i libri che ho scritto, c’è molto di me in ogni personaggio, e molto delle persone che mi piace origliare al bar mentre faccio finta di niente e divoro torte al cioccolato, un po’ come fa GianBattista Stigler (che però le torte non le può mangiare). E’ un libro che per metà fa sorridere, e per metà fa pensare. Almeno, lo spero. Io l’ho scritto metà col cuore, metà con un sorriso.

26 giugno 2013

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