Roberto Sbiroli, ”Con culturadesso.it vogliamo mettere subito la cultura al centro dell’agenda politica”

Un laboratorio di comunicazione culturale e politica, un network nato dalla consapevolezza della crisi di sistema che sta investendo l'Italia e dalla necessità di tutelare il patrimonio culturale italiano attraverso un impegno che parta dalla gente. E' questo culturadesso.it...

Il responsabile del progetto illustra punti cardine ed obiettivi del nuovo network, nato per valorizzare il patrimonio culturale italiano

MILANO – Un laboratorio di comunicazione culturale e politica, un network nato dalla consapevolezza della crisi di sistema che sta investendo l’Italia e dalla necessità di tutelare il patrimonio culturale italiano attraverso un impegno che parta dalla gente. E’ questo culturadesso.it, l’associazione culturale e politica fondata da un gruppo di cittadini convinti che attraverso la partecipazione collettiva si possa destare l’attenzione nei confronti delle eccellenze culturali, manifatturiere, artigianali, eno-gastronomiche che contraddistinguono il nostro Paese. Roberto Sbiroli, responsabile del progetto, illustra punti cardine ed obiettivi del nuovo network.


Come nasce il progetto culturadesso.it?

L’Italia è in stallo, manca una visione complessiva del futuro e mancano politiche d’investimento. La voglia di assumerci una responsabilità diretta ci ha indotto a organizzare un network sul web e un’associazione che annualmente sosterrà un progetto di restauro. L’Italia ha un patrimonio culturale straordinario e variegato, coltiva da secoli eccellenze manifatturiere, artigianali, eno-gastronomiche. Tutto questo è cultura e tutto questo vogliamo contribuire a valorizzare.

Chi sono i protagonisti di questa iniziativa ed a chi si rivolge?
Siamo un gruppo di cittadini, ciascuno impegnato professionalmente e senza ambizioni di “poltrone”. Crediamo nella partecipazione e reputiamo che questo sia il momento in cui ciascuno deve fare. Vogliamo raccogliere e dare voce al disagio di chi, come noi, ritiene che senza cultura l’Italia, anche economicamente, non abbia futuro. Il futuro appartiene a tutti e la responsabilità è di tutti. Siamo partiti da pochi giorni e su facebook si riscontrano più di 13.000 iscrizioni. Non siamo soli, questa urgenza è condivisa da molta gente.

Quali sono i punti cardine del vostro progetto?
Partendo dalla cultura vogliamo ragionare di libertà d’impresa, diritti civili, laicità, legalità, università, crescita, lavoro, sburocratizzazione, innovazione e sostenibilità. Riferimento politico di questa iniziativa è il progetto liberal-democratico proposto da Matteo Renzi. Lo sosterremo e lo inciteremo, anche con alcune proposte legislative, a credere fermamente nella cultura. Mitterand e Lang in Francia negli anni ’80 mirarono all’1% di PIL da dedicare alla cultura, per l’Italia sarebbe un obiettivo minimo. I paesi più avanzati e ambiziosi vanno oltre, non si può pensare alla cultura solo in termini di spesa pubblica. Il recupero dei nostri centri storici e del nostro patrimonio culturale, insieme al sostegno da garantire alle eccellenze italiane, è un investimento che provoca ricadute positive sull’occupazione e sul turismo, non può essere considerato infruttuosa spesa pubblica.

Quali sono i vostri obiettivi?
Innanzitutto mettere urgentemente la cultura al centro dell’agenda politica. Il progetto di sensibilizzazione si radicherà in rete, mentre la onlus avrà come obiettivo concreto, un progetto annuale di restauro. Ci piacerebbe iniziare da una biblioteca storica colpita dal recente terremoto emiliano. Stiamo prendendo i primi contatti; burocrazia permettendo, questa è la nostra volontà.

Avete intenzione di coinvolgere personalità o altri enti nel progetto?
Certamente sì. Il nostro obiettivo è fare rete, cercheremo di coinvolgere privati cittadini, imprese, personalità del mondo della cultura, network (come ad esempio il vostro ottimo Libreriamo.it), e anche le istituzioni aperte al cambiamento. Per i nomi ci vuole ancora un po’ di pazienza. Vi terremo aggiornati.

Cosa rappresenta per voi la cultura?
Vogliamo promuovere il dialogo tra cultura e impresa consapevoli che un Paese come il nostro debba innanzitutto far fiorire le capacità dei singoli garantendo loro la possibilità di partecipazione a ogni ambito della vita attiva. Questa è la nostra cultura e questo è ciò che ci rende speciali nel mondo.

29 marzo 2013

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