Libri - Intervista all'illustratore Roberto Recchioni

Roberto Recchioni, ”The Queen of the Tearling, il mio primo lavoro da illustratore puro”

Abbiamo parlato con l'importante fumettista Roberto Recchioni, che ha lavorato al progetto de 'The Queen Of The Tearling', un libro della scrittrice Erika Johansen...

Abbiamo parlato con il fumettista Roberto Recchioni, che ha lavorato al progetto de ‘The Queen Of The Tearling’, un libro della scrittrice  Erika Johansen

 

MILANO – Il 9 luglio 2015 è uscito in libreria ‘The Queen of the Tearlingdi Erika Johansen, altrimenti indicato come il libro fantasy dell’anno. Come anticipato l’edizione italiana potrà vantare una serie di illustrazioni interne realizzate da Roberto Recchioni, celebre fumettista nonché curatore del “nuovo corso” di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore. Per questi motivi abbiamo deciso di fare due chiacchere con il celebre fumettista. Ecco l’intervista completa.

 

1) Come è stato per lei lavorare per la realizzazione delle illustrazioni del libro “The queen of the Tearling”?

Interessante. E’ il mio primo lavoro da illustratore puro. Prima ho sempre fatto fumetti o illustrazioni singole, in questo caso, invece, si trattava di realizzare tutte le illustrazioni del romanzo e bisognava trovare uno stile coerente che riuscisse a rappresentarlo. Ho scelto una via molto stilizzata e minimale, per non ingombrare la fantasia del lettore con la mia visione, e per tenere un approccio fresco e pulito, che sono le prime due caratteristiche che mi vengono in mente se penso al romanzo.

 

2) Cosa rappresenta l’opera di Erika Johansen, a tuo parere, all’interno del panorama del genere fantasy mondiale? 

La Johnsen ha una voce forte che fa tuonare con una prosa molto stringata e diretta. I suoi personaggi sono belli e non convenzionale e tutta la narrazione è piuttosto dura e critica verso molti aspetti della società come la religione e lo stato.

 

3) Quali influenze e suggestioni l’autrice trae da questo primo episodio della trilogia trae dai suoi predecessori, in da pietre miliari del genere fantasy come “Hunger Games” e “Il trono di spade”?

Non ne trovo molti, a essere sincero.

 

4)Sei un esperto conoscitore del genere fantasy. Qual è lo stato di questo genere letterario in Italia? Quali sono le prospettive di sviluppo e di crescita?

Non sono così esperto da poter parlare dell’intero settore, ma ho l’impressione del tutto soggettiva che oggi il fantasy italiano stia meglio di venticinque anni fa (quando era praticamente inesistente in termini di percezione) e meglio anche di soli dieci anni fa (quando c’era la corsa trovare la nuova Licia Troisi e si è pubblicato un poco di tutto, spesso roba brutta). Mi sembra che oggi ci sia magior razionalità e anche una ricerca di opere migliori.

 

5) Da fumettista a sceneggiatore. Hai da poco preso in mano “Dylan dog”, creatura ideata da Sclavi e che necessitava di un restyling narrativo. Quale primo bilancio puoi trarre da questo primo anno?

Molto buono. La testata è in crescita e c’è molto fermento e entusiasmo intorno al personaggio.

 

7 agosto 2015

 

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