Roberto Cavalli, ”Con il mio libro voglio dare un messaggio di speranza ai giovani”

''Da giovane ero balbuziente, odiavo la scuola e non sono mai riuscito a prendere il diploma''. Così Roberto Cavalli ricorda di quando era ragazzo, svelando un'immagine inedita di sé, l'immagine di un uomo timido e introverso, fortemente in contrasto con il grande successo di oggi e con una parabola che Matteo Renzi, nientemeno, definisce, ''una storia vincente...
Lo stilista ha presentato ieri a Milano la sua autobiografia, “Just me”, in compagnia del sindaco di Firenze Matteo Renzi 
MILANO – “Da giovane ero balbuziente, odiavo la scuola e non sono mai riuscito a prendere il diploma”. Così Roberto Cavalli ricorda di quando era ragazzo, svelando un’immagine inedita di sé, l’immagine di un uomo timido e introverso, fortemente in contrasto con il grande successo di oggi e con una parabola che Matteo Renzi, nientemeno, definisce, “una storia vincente, la storia di un self made man”. Lo stilista e il sindaco di Firenze sono stati ospiti ieri a Milano alla Libreria Mondadori di piazza Duomo per presentare insieme l’autobiografia di Cavalli, “Just me”.
UN MESSAGGIO PER I GIOVANI – Lo stilista, che si definisce “artista della moda”, si rivela in questo libro negli aspetti più intimi della sua vita, come quando davanti ai presenti ammette: “Mia figlia si vergogna a dichiarare che ho soltanto la terza media, ma io non ci vedo nulla di male. Sono partito dal niente”, prosegue, “ho messo in piedi la mia azienda lavorando sodo – ho lavorato fin da giovanissimo. Con la mia storia e  con questo libro voglio dare un messaggio di speranza ai giovani”.
LA TRAGEDIA DELL’INFANZIA – È nelle prime pagine che Cavalli racconta l’episodio più toccante della sua esistenza, la tragedia che ha segnato la sua infanzia. Il 4 luglio del 1944, lui aveva solo 3 anni, i nazisti giustiziarono suo padre a Castelnuovo dei Sabbioni. Proprio alla commemorazione di quell’episodio, lo scorso anno, Roberto Cavalli ha avuto modo di conoscere Matteo Renzi, invitato dal sindaco stesso alla celebrazione. Così è nata l’amicizia tra i due concittadini.
L’AMORE – L’autore racconta ancora delle donne della sua vita, della madre Marcella, della prima moglie Silvanella e della seconda, Eva Duringer, delle fidanzate. Di loro dice: “Le ho amate sinceramente tutte”. L’amore è un aspetto che considera fondamentale della sua esistenza – nella sua autobiografia scrive “Amore, amore, amore. Quella dovrà essere la tua parola d’ordine da quando nasci a quando rinasci”.
IL SUCCESSO – Parla anche degli amici, dei cinque figli – la famiglia è per lui un punto fermo nella vita – delle sue passioni per le macchine e i cavalli, del suo successo nel campo della moda, che ha raggiunto il suo apice a metà degli anni Novanta. Quanto a questo, commenta: “Se mi fosse capitato a 30 anni mi sarei divertito di più. Tutti mi immaginano sempre in compagnia di belle donne, a brindare con champagne, a frequentare party. In verità però sono un uomo timido”, si confessa ancora lo stilista, “conduco una vita molto più normale di quanto si possa pensare”.
LO STATO DI SALUTE DELLA MODA ITALIANA – Ovviamente si parla anche di moda – e a proposito di moda Renzi, scherzando, si giustifica per non essersi vestito “leopardato” per l’occasione. Rispetto alla condizione dell’industria della moda in Italia, lo stilista afferma: “Non siamo al livello a cui potremmo essere. Purtroppo non si punta sui giovani, ed è normale che i nostri talenti vadano all’estero”. Alle sue parole fanno eco quelle di Renzi, che denuncia in questo anche una responsabilità della politica: “I politici non si interessano di moda, ma sbagliano. Dovrebbero occuparsene di più, perché si tratta di una voce importantissima del PIL – di cui rappresenta circa il 4% –, un settore in cui lavorano un milione di persone, che muove 60 miliardi di euro e rappresenta il made in Italy nel mondo”. 
17 settembre 2013
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