Riotta riflette sul senso di libertà e politica oggi, attraverso l’insegnamento di Ai Wei Wei

LA CRITICA QUOTIDIANA - ''[…] 'bontà morale' è consapevolezza che nessuno, né 'Stato' né 'Cittadino', detiene il monopolio della Virtù, dell'Etica, della Fortezza''. Così Gianni Riotta sintetizza su La Stampa di oggi il messaggio dell'artista cinese dissidente Ai Wei Wei, che il giornalista propone come antidoto alla miseria degli sterili dibattiti quotidiani che fanno disperare del futuro in Italia...
Su La Stampa lo scrittore e giornalista italiano, prendendo spunto dalle massime dell’artista cinese dissidente raccolte nel libro “Weiweismi”, in uscita in Italia il 31 maggio, riflette sui principi che oggi devono costituire il fondamento ideale della nostra convivenza


LA CRITICA QUOTIDIANA
– “[…] ‘bontà morale’ è consapevolezza che nessuno, né ‘Stato’ né ‘Cittadino’, detiene il monopolio della Virtù, dell’Etica, della Fortezza”. Così Gianni Riotta sintetizza su La Stampa di oggi il messaggio dell’artista cinese dissidente Ai Wei Wei, che il giornalista propone come antidoto alla miseria degli sterili dibattiti quotidiani che fanno disperare del futuro in Italia. Sarà in libreria il 31 maggio “Weiweismi”, una raccolta di aforismi dell’architetto internazionalmente famoso  per aver progettato lo Stadio Olimpico di Pechino, pubblicata in Italia da Einaudi. Qui si trovano le massime di Ai Wei Wei sull’arte e sulla politica, che indicano la via di una profonda e seria riflessione sul vero senso della libertà.

RESPONSABILITÀ E BONTÀ MORALE
– Riotta accosta questo libro a un altro ben più noto, il Libretto Rosso di Mao, facendone risultare uno stridente contrasto. Mentre Mao propagandava con il Libretto un’immagine di sé da “saggio cinese arguto e profondo” – che copriva i massacri compiuti in nome del Partito comunista e di una rivoluzione che ha portato la Cina a essere la grande potenza economica di oggi, a prezzo della libertà dei cittadini –, Ai Wei Wei incarna  la voce della critica. Una voce senza note di risentimento e rancore, sottolinea il giornalista: “Ai Wei Wei […] richiama con soavità da Tao Te Ching la coscienza dei connazionali alla responsabilità morale”. Responsabilità che rimanda appunto all’altro concetto, quello di “bontà morale”, “manifesto politico del XXI secolo dopo l’odio del XX”, saggezza di comprendere che viviamo oggi in un mondo sempre più piccolo, in cui torneremo a incontrarci. Un mondo in cui “saremo tutti uniti, come le dita in un pugno”, in cui “Se c’è una sola persona non libera, non sono libero neanch’io. Se c’è una sola persona che soffre, soffro anch’io” – per usare le parole dell’artista.

LA LIBERTÀ NON SI PUÒ FERMARE – È questo che dobbiamo imparare tutti a intendere per “libertà”, una libertà che dipende strettamente dal reciproco rispetto gli uni degli altri. La “bontà morale” è allora il codice politico da seguire, l’idea che deve guidare l’umana convivenza. E se il panorama politico attuale non alimenta speranze in questo senso, possiamo pur sempre guardare al futuro illuminati da quanto dice Ai Wei Wei, citato da Riotta: “La stupidità può vincere una battaglia, non la guerra: la natura umana è ricerca della libertà. Chi governa può ritardare la libertà, ma non fermarla”.   

28 maggio 2013

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