”Nessuno si salva da solo”, un libro che brucia le mani e il cuore

Prosa asciutta, veloce, frasi minime e incisive con un'abbondanza di 'parolacce' in parte gratuite, in parte decisamente necessarie. Se questa è la forma del testo, tutt'altra cosa è il contenuto...

Prosa asciutta, veloce, frasi minime e incisive con un’abbondanza di ‘parolacce’ in parte gratuite, in parte decisamente necessarie. Se questa è la forma del testo, tutt’altra cosa è il contenuto: una descrizione perfetta, acida, diretta e cattiva di uno stato di depressione. Lo stesso vale per l’anoressia anatomizzata nelle sue origini più plausibili e rabbiose.

La trama e le numerose riflessioni appaiono molto frammentate per le continue analisi motivazionali, i parallelismi e le similitudini. Il tracciato della storia è fatto con ripetuti spaccati: presente-passato-prospettive future (per altro fallimentari e dolorose), che si manifestano con flash più o meno motivati dalle situazioni contingenti.

Questo libro parla di una crisi coniugale ed è un lungo, amaro monologo sull’esperienza di un fallimento analizzato in tutti i suoi aspetti in maniera puntigliosa, quasi morbosa. In effetti una crisi è quasi sempre una malattia e la salvezza indicata dal titolo proprio non si vede. Un libro da leggere tutto di un fiato, ma da allontanare subito dopo: brucia le mani e il cuore.

Consigliato a chi pensa di poter mantenere un minimo di distacco dalle sofferenze altrui e dalle proprie, altrimenti questa lettura fa troppo male.

Fiorenza Biloghi

9 febbraio 2014

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