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”Le scelte che non hai fatto” di Maria Perosino, una sorta di ‘stream of consciousness’ nell’era 2.0

A tutti è capitato di chiedersi come sarebbe stata la propria vita se si fossero fatte scelte diverse e tutti sono caduti nella tentazione di fare il giochetto di immaginare percorsi diversi scaturiti da decisioni diverse da quelle realmente adottate...

A tutti è capitato di chiedersi come sarebbe stata la propria vita se si fossero fatte scelte diverse e tutti sono caduti nella tentazione di fare il giochetto di immaginare percorsi diversi scaturiti da decisioni diverse da quelle realmente adottate. A nessuno è dato di sapere, tuttavia, qual è la scelta migliore forse semplicemente perché non esiste. Non c’è, insomma, un percorso da individuare. La vita va vissuta, gustata, annusata, osservata, ascoltata e tastata in tutte le sue sfaccettature.

E’ esattamente questa l’idea che dà Maria Perosino nel libro ”Le scelte che non hai fatto”, opera che non è un manuale, ma nemmeno un romanzo. C’è molto della sua vita reale e anche di quella di altre donne che, per un motivo o per un altro, con lei hanno interagito. La formula utilizzata dalla narratrice è quella del dialogo amichevole con le altre donne, ma non c’è nulla di veramente strutturato, anzi le storie vengono raccontate con tale naturalezza che spesso si divaga, ci si allontana dall’argomento principale per ritrovarsi a parlare d’altro, proprio come in una chiacchierata tra amiche.

Allo stesso tempo, c’è anche molto spazio per le riflessioni personali dell’autrice che si concede spesso delle digressioni, lascia che i suoi pensieri scorrano liberi, quasi a creare una sorta di ‘stream of consciousness’ dell’era 2.0. Ogni storia, inoltre, è sapientemente intrecciata ad esperienze gastronomiche di grande raffinatezza: ad ogni personaggio è associato un aperitivo, un pranzo o una cena, perché si sa, davanti a un buon bicchiere di vino è più facile raccontarsi.

Ammirevole l’equilibrio che regna nell’intero libro, la delicatezza nel raccontare le storie senza mai erigersi a giudice, la vivacità nella narrazione e la bravura nel dipingere i personaggi con pochi tocchi essenziali. E’ una lettura molto piacevole ed è difficile accettare che la produzione letteraria dell’autrice non possa avere un seguito. Maria Perosino, infatti, è venuta a mancare esattamente il giorno prima dell’uscita di questo suo ultimo lavoro. Storica dell’arte, curatrice di mostre, giornalista e grande viaggiatrice, ha lasciato un grande vuoto nel panorama culturale italiano.

Flavia Vitale

14 ottobre 2014

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