”L’arca di Noé”, un’anamnesi sullo stato di salute del pianeta che tutti abitiamo

Grammenos Mastrojeni è un diplomatico di carriera – attualmente Ministro Consigliere agli affari politici e alla stampa presso l'ambasciata d'Italia a Teheran. Questa settimana è atterrato a Milano per presentare con la passione che lo contraddistingue il suo ultimo libro...

Grammenos Mastrojeni è un diplomatico di carriera – attualmente Ministro Consigliere agli affari politici e alla stampa presso l’ambasciata d’Italia a Teheran. Questa settimana è atterrato a Milano per presentare con la passione che lo contraddistingue il suo ultimo libro in cui indica alcune soluzioni ai problemi di salute del pianeta Terra: “L’Arca di Noè. Per salvarci tutti insieme”, ChiareLettere, 2014.

La sala della Feltrinelli in Duomo è affollatissima di lettori appassionati alla materia, esperti, stampa, amici e tanti curiosi. Il personale è costretto ad aggiungere altre sedute prima di cominciare la presentazione – il che risulta come un raggio di sole inatteso di questi tristi e sempre più grigi tempi per i libri in carta e colla. Inoltre, considerato che siamo a metà della prima settimana di un febbraio da inarrestabile pulviscolo londinese che, per restare nell’argomento, non sta dando tregua ad alcune regioni italiane geologicamente dissestate, si direbbe che il tema dell’autore – “effetto serra, effetto guerra”, per usare l’affilata terminologia di una sua precedente pubblicazione – abbia colpito nel segno vista la grande ressa. Viene da pensare che la ragione possa trovarsi nel semplice fatto che in fondo si tratta di sentire l’ultima e più completa anamnesi del pianeta Terra che noi tutti abitiamo. Complice per i milanesi, forse, anche la crescente attenzione per l’imminente Expo 2015 che aprirà sotto il motto: ‘Feeding the Planet. Energy for life’. Si sa, però, che l’argomento, per quanto scottante e sempre più d’impatto su buona parte della coscienza collettiva, non garantisce per questo un ascolto attivo e un’azione sintomatica dei governanti del nostro pianeta; e a ragion del vero nemmeno quello di noi stessi che per primi ci ostiniamo a non voler abbandonare una miriade costante di piccoli tic e vizi che inficiano le sorti del nostro ecosistema ogni giorno: dall’uso improprio dell’acqua per lavarsi i denti all’impiego inadeguato dell’automobile, passando per i riscaldamenti e l’elettricità fuori da ogni controllo razionale.

“Un passaporto per un futuro più mite”, la discussione si apre con questa definizione del libro da parte del moderatore, Salvatore Giannella: storico direttore tra gli anni ‘80 e ‘90 della rivista “Airone” – il primo e più diffuso mensile di natura e civiltà in Italia. “Un libro per il futuro dove vivere e non in cui sopravvivere” – continua Giannella – ricordando che “non mancano certo i mezzi scientifici e tecnologici, ma quelli culturali per far sì che la politica intervenga con azioni vere contro “poli-crisi” e “poli-catastrofi”, non limitandosi a una pletora di proclami espressi a tavoli internazionali che vanno dal G8 alla NATO, dall’ONU alla Banca Mondiale”. E la storia di questa filosofia politica, assolutamente senza etica, sempre più cinica, miope e bieca, continua da più di un secolo, solo per attenersi ad alcune principali tragedie del ‘900. “La natura è in grado di soddisfare i bisogni di tanti, ma non l’avidità di pochi” – Giannella passa la parola all’autore, ricordando questa illuminazione gandhiana.

“Non vengo dal movimentismo, sono piuttosto un noiosissimo accademico applicato nella ricerca di soluzione dei conflitti, partendo per l’appunto dal devastante degrado ambientale”. Si presenta così l’autore del libro. “Sappiamo che è fondamentale cambiare rotta. Facciamolo per i nostri figli. Entro il 2030 di questo passo ogni pianificazione sul pianeta sarà impossibile.” Il tono di Mastrojeni è fermo, chiaro e autorevole, non apocalittico, anche se ascoltandone la descrizione dettagliata di quello che stiamo attualmente facendo al pianeta azzurro (non si sa per quanto ancora!), affiorano alla mente non senza troppi sforzi le immagini di un recente capolavoro dell’animazione Disney-Pixar, ‘Wall-E’. “L’ambiente siamo noi. Un mondo giusto, sano e pacifico nasce dall’ambiente, cioè da noi. Bisogna rispettare quello che si chiama ‘equilibrio di potenza tra Stati’ per prevenire i conflitti bellici.” La crisi economica in tutto ciò svolge sempre un ruolo chiave. “Non si spiegherebbe altrimenti – continua Mastrojeni – la folla osannante a Hitler del popolo più colto d’Europa, che per l’appunto finisce per aderire in massa a un’ideologia folle”. Senza ricordare l’imbarbarimento a cui portò rapidamente la grande crisi americana del ’29, che colpì come uno tsunami anche l’Europa, effettivamente non si spiegano molte reazioni irrazionali di massa che sono inestricabilmente relazionate al potere, come ha spiegato superbamente Elias Canetti. Il problema è che con un andazzo simile della politica internazionale non potremo che limitarci a registrare solo gli effetti devastanti a valle. Dimenticando completamente le origini e le cause, relegandole nell’ombra della coscienza, non possiamo che arrenderci agli effetti micidiali, e il denaro non sarà mai sufficiente. Spiega Mastrojeni che: “Per esempio, l’effetto dello scioglimento dei ghiacciai dell’Himalaya, che fornisce acqua ad un’area di oltre 2 miliardi di persone – Cina, Russia, Pakistan e India: tutti dotati di armi atomiche – non può essere più sottostimato come un semplice problemino ecologico. Piuttosto è un problema dell’intera umanità: è una questione di vita o di morte. Secondo il bollettino degli scienziati atomici, che annovera 17 premi Nobel, “l’orologio dell’Apocalisse” dal 1948 a oggi è stato spostato dalla mezzanotte dell’“Olocausto nucleare” ben 23 volte. Nel 2007 per i danni ambientali registrati è stato spostato in avanti di 2 minuti. Siamo a un bivio – conclude l’autore – parliamone e agiamo perché non c’è più tempo che per azioni concrete.”

Grammenos Mastrojeni lavora sul legame fra tutela dell’ambiente, coesione umana, pace e sicurezza da 20 anni. Collabora con il Climate Reality Project, iniziativa rivolta a diffondere la consapevolezza dei rischi legati al cambiamento climatico lanciata dal premio Nobel Al Gore. Questo libro – si potrebbe dire parafrasando Neil Armstrong – non è solo un altro piccolo passo per la coscienza dell’uomo, ma un grande balzo per la consapevolezza dell’umanità. Non ci resta che un auspicio: gli innumerevoli lettori italiani, magari con un efficace passa parola, condurranno il libro verso un’edizione in inglese, che espanda questa consapevolezza anche a livello internazionale.

Mauro Aprile Zanetti

10 febbraio 2014

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