Le recensioni dei lettori

Il dolore di Werther e oggi, tormento degli studenti più di quanto credano

Definirlo una “lettura suicida” è piuttosto superficiale e non gli rende giustizia, tentare di imitarlo è un'impressa piuttosto vana e improbabile per dei comuni mortali, a meno che tu non ti chiami Ugo Foscolo...

Definirlo una “lettura suicida” è piuttosto superficiale e non gli rende giustizia, tentare di imitarlo è un’impressa piuttosto vana  e improbabile per dei comuni mortali, a meno che tu non ti chiami Ugo Foscolo… Stiamo parlando di una delle opere più famose della letteratura tedesca ed europea di periodo storico chiamato Romanticismo, uno di quei titoli che trovi matematicamente sui libri di scuola al liceo e che o te ne innamori od odi con tutta l’anima. E che, irrimediabilmente, hanno influenzato il panorama letterario a loro contemporaneo e futuro. 

Dal resto, nemmeno per il protagonista de “I dolori del giovane Werther” (edito dalla Newton Compton Editori nel 2013 nella comodissima versione tascabile da 0.99 centesimi) di Johann Wolfgang Goethe esistono tante mezze misure. Personaggio aristocratico e colto, Werther altro non è che l’alter ego del celebre scrittore romantico, un uomo tormentato dai propri sentimenti che soffre per un’amore destinato a non realizzarsi mai. Quello rivolto verso la dolce Carlotta, nella realtà Lotte Buff, che il giovane incontra in un paesino di campagna dove si è ritirato per riposare dalle fatiche della vita riservate a un uomo del suo rango sociale. Ma lei è promessa in sposa ad un altro, tutto l’opposto del Werther passionale dal punto di vista caratteriale e filosofico. Una fine che pare già scritta nel loro destino ma contro cui il nobile tenta di opporsi fino all’ultimo, quando i suoi tormenti avranno la meglio e preferirà la morte a una vita senza Carlotta.

Scrivere un recensione su uno dei romanzi epistolari più importanti non solo del suo tempo ma di tutta la storia contemporanea occidentale è quasi un azzardo, visto l’immenso fiume di inchiostro versato dai grandi autori nei quasi tre secoli passati e le importanti analisi che ne hanno tratto, le stesse che ancora oggi leggiamo sui libri di testo a scuola e studiamo in preparazioni a eventuali richieste all’esame di Maturità.

Probabilmente, se avesse saputo che la sua storia sarebbe andata a finire così nei secoli dopo la sua triste morte, Werther-Goethe avrebbe impugnato prima quella pistola mortale. Magari aiutato da qualche studente di oggi, chissà, che magri non ha capito fino in fondo il dramma di un uomo completamente in balia di un amore che non potrà essere mai celebrato alla luce del sole. Ieri come oggi. 

Timothy Dissegna

20 luglio 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti