Il buco nero delle privatizzazioni all’italiana, ne ”Assalto alla diligenza” di Gianluigi Da Rold

Non è solo colpa della crisi internazionale. I mali dell’Italia affondano le proprie radici anche in politiche pubbliche sciagurate, prima fra tutte il sistema di privatizzazioni lanciato negli anni Novanta. Il giornalista Gianluigi Da Rold, con il libro ''Assalto alla Diligenza'', edito da Guerini e Associati, prende in esame proprio quello che definisce un ''buco nero dell’autocoscienza italiana''...
Pubblichiamo la recensione di Gaetano Farina per l’analisi attenta e lucida del saggio “Assalto alla diligenza”, sul processo delle privatizzazioni all’italiana

Non è solo colpa della crisi internazionale. I mali dell’Italia affondano le proprie radici anche in politiche pubbliche sciagurate, prima fra tutte il sistema di privatizzazioni lanciato negli anni Novanta. Il giornalista Gianluigi Da Rold, con il libro “Assalto alla Diligenza”, edito da Guerini e Associati, prende in esame proprio quello che definisce un “buco nero dell’autocoscienza italiana”, ossia il processo delle privatizzazioni all’italiana che, come al solito, ha arricchito pochi a scapito della collettività.  
Ritorniamo, quindi, indietro ai primi anni Novanta: l’Italia cambia pelle. Si apre il periodo delle privatizzazioni, cioè della (s)vendita ai privati e della collocazione sul mercato delle imprese di proprietà dello Stato. Liquidato il sistema delle Partecipazioni Statali, smantellato il cosiddetto sistema misto italiano, vengono messe in vendita le imprese dell’Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI), l’Ente Partecipazioni e Finanziamento Industrie Manifatturiere (EFIM) e "pezzi" importanti dell’ENI. E’ ora, allora, di chiedersi: in questo colossale affare di smantellamento delle sue proprietà, lo Stato ci ha veramente guadagnato? Perché tutto è avvenuto in tempi così rapidi, senza avere un quadro normativo adeguato e senza correre il rischio di creare monopoli privati al posto di quelli pubblici? Quale la vera ragione del grande interesse delle privatizzazioni per i vecchi e impoveriti poteri forti italiani? Quale il reale motivo della conversione alle privatizzazioni del mondo cattolico di sinistra e dell’erede del cadaverico partito comunista? Perché la magistratura diventa un vigilante etico in questo processo contorto e complicato? Come ci spiega lucidamente e dettagliatamente Da Rold, in 150 pagine (ricche di nomi, sigle, personaggi ed eventi), tre sono i protagonisti principali di questo processo, tre soggetti collettivi in profonda crisi. Il primo gruppo è rappresentato dai cosiddetti "poteri forti", imprenditori privati, rampanti finanzieri e banchieri. Il secondo soggetto è il mondo comunista italiano che, dopo il crollo di Mosca, deve necessariamente rinnovarsi. Il terzo è la magistratura italiana.
Per Da Rold, le privatizzazioni si confonderanno con il caos di tangentopoli e passeranno praticamente sotto il silenzio massmediatico. Facendo i conti finali, il ricavo totale per lo Stato è di soli 200mila miliardi di lire: di fatto, una vera e propria svendita, praticamente un “saldo di fine stagione”…

10 settembre 2012

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