Dalla corte di Madrid a quella di Lucca, il nuovo ritratto della Duchessa di Borbone nel libro ”Maria Luisa la Duchessa Infanta”

Leggi e impari, impari e immagini, immagini e soffri. Il ritratto inedito dell'infanta Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, raccontato da Nadia Verdile, è un pugno allo stomaco, una rilettura avvincente della vita di una donna segnata per anni da Napoleone Bonaparte. Fresco di stampa per i tipi di Maria Pacini Fazzi Editore, ''Maria Luisa, la Duchessa infanta''...
Pubblichiamo la recensione del Prof. Romano Di Iorio, studioso di Storia del Settecento, per la capacità di analizzare e contestualizzare gli eventi narrati nel romanzo
Leggi e impari, impari e immagini, immagini e soffri. Il ritratto inedito dell’infanta Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, raccontato da Nadia Verdile, è un pugno allo stomaco, una rilettura avvincente della vita di una donna segnata per anni da Napoleone Bonaparte. Fresco di stampa per i tipi di Maria Pacini Fazzi Editore, “Maria Luisa, la Duchessa infanta. Da Madrid a Lucca, una Borbone sullo scacchiere di Napoleone” è frutto di un’attenta ricerca, una biografia ricostruita grazie a documenti e testi spesso ignorati dalla storiografia. Due gli obiettivi che l’autrice si è posta: svestire dai panni misogini le fonti utilizzate e raccontare di una Borbone senza respirare i pregiudizi che su questa casata ancora insistono. 
Maria Luisa, nella scrittura della Verdile, giornalista e scrittrice che da anni dedica i suoi studi alla storia delle donne, non è più seduta al tavolo degli imputati. Senza aggettivi, l’autrice ha ricostruito la vicenda umana e politica di una donna chiamata a gestire Stati, non più a gestire un potere e un tempo assoluti, ma una comparsa nello svolgersi della vicenda umana che attraverso le sue molteplici azioni di governo ha fatto di Firenze prima e di Lucca poi luoghi di cultura, talvolta avamposti di modernità. Poco importa se controcorrente e fiera della sua fede. Maria Luisa di Borbone, infatti, visse a cavallo di due secoli speciali. Non ebbe modo di godersi l’era del dispotismo illuminato, non potette evitare la Restaurazione. Vittima della politica vorace di Napoleone, ovunque fu mandata a governare ebbe gente contro: familiari, avversari, sudditi, politici. Eppure, nel suo progetto di governo, ovunque le capitò di esercitarlo, cercò di portare il suo contributo, tentando di costruire, di investire nella cultura, nei luoghi, nell’arte. Lo fece per sé, per il figlio Carlo Ludovico di cui fu reggente, lo fece sperando di lasciare traccia del suo passaggio. E proprio a Lucca profuse ogni suo sforzo in un progetto politico di buongoverno ispirato alla saggezza, alla clemenza e alla prosperità della cultura e delle arti. 
La scrittura della Verdile è veloce, accattivante. Il climax è discendente, la narrazione avvincente. Con un escamotage assolutamente innovativo: affida ad inserti in corsivo, brevi e appassionati, la parola alla protagonista. Se la narrazione è scevra da ogni indulgenza, nei corsivi la scrittrice dà voce a chi per secoli non l’ha avuta. Maria Luisa torna a vivere, rinasce in una nuova luce. L’edizione del volume è curatissima, ricca di immagini storiche con un’appendice di biografie. Per chi ama la storia, per chi si interessa di biografie, per chi è alla ricerca delle scritture vere che non sognano di fare “cassetta” questo libro è da non perdere.
12 maggio 2013
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