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”Chagall, love and life”, il battito vitale di un artista e delle sue opere che hanno affascinato il mondo

Si è aperta il 16 marzo a Roma, nella splendida cornice del Chiostro del Bramante, la mostra dal titolo Chagall Love and Life che si potrà ammirare fino al 26 luglio prossimo...

Si è aperta il 16 marzo a Roma, nella splendida cornice del Chiostro del Bramante, la mostra dal titolo Chagall Love and Life che si potrà ammirare fino al 26 luglio prossimo.

 

La mostra non poteva avere titolo più esplicito e intenso, tutta sintetizzata in soli tre nomi che mettono in scena la poetica, il sentimento, l’emozione e il battito vitale di un artista e delle sue opere che hanno affascinato e ancora colpiscono l’attenzione del pubblico.

Marc Chagall è stato il sognatore più acuto dei simboli della pittura surrealista, il più intimista comunicatore d’emozioni che si sia affacciato sulla scena dell’arte d’avanguardia con la sua originalità tutta sospesa tra il volo e la terra, tra il cielo e i tetti del mondo, tra la fantasia e il desiderio di ancorarsi al terrestre, per non perdere il contatto con le cose terrene che  conservano il respiro della vita.

 

Quella del chiostro del Bramante è una raccolta delicatissima, contiene pagine e illustrazioni, il bianco, il nero e la dicotomia positivo -negativo  delle illustrazioni. Chagall illustratore delle fiabe di La Fontaine, Chagall artista che esprime e sublima stati d’animo con il linguaggio immediato e surreale della pittura che sperimenta ininterrottamente tecniche ed altre tecniche artistiche, alchimista del colore che si fa humor nell’accezione più antica del termine, nell’accezione di anima e di colore dell’anima.

Chagall ebreo errante e nostalgico che assorbe tutti i dolori di un secolo, tutti i dolori di un popolo, tutti i desideri delle anime erranti anche quelle di chi non ha possibilità d’espressione e le conduce nel mondo onirico di una immaginazione sorprendente dove animali, uomini, piante, fiori e natura sono un tutt’uno di raffinata finzione simbolica.

 

E’ l’immagine semplice di chi contempla la vita senza interrogarla, come in una letteratura vivificata solo dalla descrizione e dalla narrazione. Una letteratura fiabesca e poetica che non si interroga sui perché esistenziali, ma parla delle sue visioni.

La mostra, come altri eventi  al Chiostro del Bramante, si presta con notevole suggestione alla didattica dei ragazzi e dei bambini, perché avvicina la sensibilità di chi guarda le opere artistiche senza schemi, senza filtri, solo con lo sguardo vergine di chi si approccia all’artista guidato solamente dalle forme e dai colori, provando ad estendere una fantasia già tutta accennata e tracciata.

In Chagall Love and Life si ripercorrono i luoghi di un peregrinare che sono i silenzi innevati di Vicebsk, la sua città, lo spazio in bianco e nero di una passeggiata quasi volando col pensiero, la chioma di un albero o di un fitto cuore floreale dove si nascondono gli amanti che rifuggono il reale.

 

L’immagine che cattura l’attenzione di chi scrive è quella dell’orologiaio,l’uomo che sistema l’ingranaggio del tempo, tutto raccolto ed intento in questo lavorio minuzioso e delicato con alle spalle ancora il profilo della donna amata. Come un orologiaio attento al tempo, che non lascia al ritmo di perdersi senza avere un ben che minimo senso di vita, Chagall cattura la molteplicità dei mondi tra sogno, realtà e stati d’animo intrecciando con le sue mani un ponte sottile che si attraversa per giungere al concepimento del volo. Solo così si spiega la passeggiata in quel fluido passaggio dalla terra all’aria, solo così si vive l’incontro di cultura e religione tra mondo ebraico e Cristianesimo, tra la Bibbia e l’immagine del Crocefisso bianco , uno squarcio di luce nella sofferenza di un secolo atroce come è stato il Novecento.

 

Il viaggio di Chagall non termina, si trasforma, si perpetua, si anima di soggetti che sono l’immagine caleidoscopica di delicate metamorfosi: il gallo, gli orologi, il violino,le tavole di Mosè, i vasi di fiori, la coppia d’amanti.

Non stupiamoci allora se osservando un quadro di Chagall riusciamo a percepirne la musica.

Marianna Scibetta

 

23 marzo 2015

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