Racconti da leggere assolutamente: quando la forma breve racconta l’invisibile

10 Gennaio 2026

Dai fantasmi moderni al gotico ottocentesco, dalla fantascienza umanista alle voci femminili e ai paesaggi interiori della neve: cinque raccolte di racconti da leggere per attraversare l’invisibile.

Racconti da leggere assolutamente: quando la forma breve racconta l’invisibile

C’è una forma letteraria che più di altre riesce a raccontare ciò che sfugge, ciò che non si lascia afferrare del tutto: il racconto. Breve, frammentario, spesso perturbante, il racconto non spiega, ma suggerisce; non chiude, ma apre. È una forma che vive di soglie, di fenditure, di zone d’ombra.

Le raccolte di racconti che abbiamo selezionato condividono proprio questo comun- denominatore: raccontano l’invisibile, che sia un fantasma, un ricordo, un’identità marginalizzata, un mondo lontano o un paesaggio interiore. Sono libri che si muovono tra generi diversi, gotico, fantastico, fantascienza, realismo, memoir, ma che parlano tutti di attraversamenti.

Leggerli significa accettare di non avere risposte definitive, ma di lasciarsi guidare da voci, immagini e atmosfere che restano addosso. E che, spesso, dicono molto di più sulla nostra realtà di quanto sembri.

Racconti da leggere per esplorare ciò che non si vede

Queste raccolte di racconti dimostrano quanto la forma breve sia ancora oggi uno strumento potentissimo per raccontare l’invisibile. Fantasmi, mondi lontani, voci femminili, paesaggi interiori: ogni libro apre una soglia diversa, ma tutte conducono a una maggiore consapevolezza di ciò che siamo.

Leggerle significa accettare la complessità, abitare l’incertezza e lasciarsi trasformare dalle storie. E non è forse questo, in fondo, uno dei compiti più profondi della letteratura?

Una storia di fantasmi – Helen McClory – Il Saggiatore

“Una storia di fantasmi” è una raccolta che utilizza il soprannaturale non come effetto spettacolare, ma come lente per osservare il presente. I fantasmi di Helen McClory non sono quasi mai entità definite: sono presenze, slittamenti, sensazioni di straniamento che si insinuano nella vita quotidiana.

I racconti, o meglio, le storie interconnesse, ruotano attorno a tre personaggi, Daniel, Órla e Tom, le cui esistenze vengono lentamente erose da qualcosa che arriva dal passato e che non può essere spiegato razionalmente. Un diario ottocentesco, una tecnologia capace di replicare qualsiasi cosa, una casa che sembra respirare: ogni elemento contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, in cui il confine tra reale e irreale diventa poroso.

La scrittura di McClory è poetica, frammentata, volutamente ambigua. È una prosa che lavora per immagini e ritorni, più che per sviluppo narrativo tradizionale. Il vero fantasma, in fondo, è l’identità: chi siamo quando qualcosa prende il nostro posto?

Perché leggerlo: perché è un libro che dialoga con la grande tradizione dello straniamento, da Henry James a Shirley Jackson, ma lo fa con una sensibilità contemporanea, parlando di tecnologia, alienazione e perdita di sé. È una raccolta ideale per chi ama il gotico psicologico, quello che non spaventa con i colpi di scena, ma con ciò che resta non detto.

Racconti gotici– Amelia B. Edwards – Minerva / Libri Sperduti

Con Racconti gotici” torna in libreria una voce fondamentale e ancora poco conosciuta della narrativa ottocentesca. Amelia B. Edwards, prima egittologa donna e intellettuale poliedrica, fu anche un’autrice straordinaria di racconti gotici, molti dei quali inediti in Italia fino a oggi.

Questa raccolta riunisce storie ambientate tra Inghilterra, Francia, Italia e Germania, in luoghi che diventano veri e propri personaggi: foreste nere, monasteri isolati, città percorse da leggende e superstizioni. I racconti giocano con i temi classici del gotico, il doppio, il ritorno del passato, la colpa, l’ossessione, ma lo fanno con una precisione psicologica sorprendente.

Edwards non indulge mai nel puro macabro: ciò che le interessa è il modo in cui il soprannaturale irrompe in esistenze apparentemente ordinarie, rivelando crepe morali e emotive. La sua scrittura è elegante, controllata, capace di costruire tensione senza eccessi.

Perché leggerlo: perché è una riscoperta fondamentale. “Racconti gotici” restituisce dignità letteraria a un’autrice che ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo del gotico moderno e che dialoga idealmente con autrici come Mary Shelley e Sheridan Le Fanu. È una lettura imprescindibile per chi ama il gotico classico e vuole andare oltre i nomi più noti.

Ritrovato e perduto” – Ursula K. Le Guin – Mondadori

“Ritrovato e perduto” raccoglie tredici racconti lunghi di Ursula K. Le Guin, molti dei quali ambientati nei suoi universi più celebri: Terramare e l’Ecumene. Ma ridurre questa raccolta a un libro di fantascienza o fantasy sarebbe un errore.

Ogni racconto è una riflessione sull’identità, sul potere, sulla memoria e sul concetto di casa. Le Guin utilizza mondi immaginari per parlare dell’essere umano, delle sue strutture sociali, dei suoi conflitti interiori. La magia e la tecnologia convivono, ma non sono mai il centro del discorso: lo sono le relazioni, le scelte morali, la capacità di ascolto.

Racconti come “Libellula”, “Herne” o “Paradisi perduti” mostrano una scrittura matura, lirica, capace di unire rigore filosofico ed empatia. Ogni testo è autosufficiente, ma insieme costruiscono una visione coerente e profondamente umanista.

Perché leggerlo: perché “Ritrovato e perduto” è la dimostrazione di come la forma breve possa contenere mondi interi. È un libro che parla di diversità, cambiamento e appartenenza, e che conferma Le Guin come una delle voci più importanti del Novecento, ben oltre le etichette di genere.

I racconti delle donne – a cura di Annalena Benini – Einaudi

“I racconti delle donne” è una raccolta corale che attraversa epoche, stili e culture per raccontare l’esperienza femminile nella sua complessità. Curata da Annalena Benini, riunisce testi di alcune delle più grandi autrici della letteratura mondiale, da Dorothy Parker a Alice Munro, da Natalia Ginzburg a Marguerite Yourcenar.

I racconti parlano di amicizia, desiderio, maternità, ambizione, fallimento, libertà. Non c’è un’unica idea di “donna”, ma una pluralità di voci che si contraddicono, si completano, si sfidano. Il filo conduttore è la verità emotiva: ogni testo affonda le mani nel vissuto, senza idealizzazioni.

La raccolta ha anche un forte valore politico e culturale: mostra come la scrittura femminile abbia raccontato il mondo da prospettive spesso marginalizzate, ma fondamentali.

Perché leggerlo: perché è un libro che allarga lo sguardo e mette in dialogo generazioni e sensibilità diverse. “I racconti delle donne” è una mappa letteraria dell’esperienza femminile, utile non solo per capire le donne, ma per capire la realtà tutta.

Storie di neve– Lorenzo Pini – Nottetempo

Con “Storie di neve”, Lorenzo Pini firma una raccolta atipica, a metà tra racconto, saggio e memoir. Il filo conduttore è la neve, intesa non solo come fenomeno atmosferico, ma come simbolo culturale ed emotivo.

I testi attraversano luoghi diversi, dall’Appennino al Giappone, e tempi differenti, intrecciando esperienze personali, riflessioni storiche e immagini poetiche. La neve diventa metafora di silenzio, lentezza, sospensione, ma anche di memoria e perdita.

La scrittura è contemplativa, essenziale, capace di restituire un senso di quiete raro nella narrativa contemporanea.

Perché leggerlo: perché “Storie di neve” è un libro che invita a rallentare. È una lettura ideale per chi cerca una narrativa atmosferica, capace di parlare al lettore con delicatezza e profondità.

 

 

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