Quando l’iniziativa indipendente riscopre la grande letteratura trascurata dall’editoria

Due ragazze laureate in Lingue, Claudia Mucavero e Marialuisa Ruggiero, faticano a trovare un impiego nell'attuale panorama lavorativo. Storia comune di oggi, che conduce però a un lieto fine: la riscoperta, traduzione e pubblicazione, per la prima volta in Italia, de ''Lo studio circolare'', capolavoro della letteratura gialla di Anna Katharine Green...

La giovane Claudia Mucavero ci racconta come, insieme a Marialuisa Ruggiero, abbia dato vita a un progetto di recupero di libri stranieri mai arrivati da noi. L’iniziativa ha portato alla traduzione e pubblicazione de “Lo studio circolare”, grande giallo della scrittrice Anna Katharine Green

MILANO – Due ragazze laureate in Lingue, Claudia Mucavero e Marialuisa Ruggiero, faticano a trovare un impiego nell’attuale panorama lavorativo. Storia comune di oggi, che conduce però a un lieto fine: la riscoperta, traduzione e pubblicazione, per la prima volta in Italia, de “Lo studio circolare”, capolavoro della letteratura gialla di Anna Katharine Green, la scrittrice che ha precorso Agatha Christie. Il libro narra la terza e ultima avventura di Miss Butterworth, antesignana di Miss Marple, detective improvvisata che indaga sul caso Felix Adams, trovato morto in uno studio di forma circolare privo di finestre sull’esterno. La pubblicazione del romanzo è avvenuta nell’ambito del progetto Caxton’s Forge, che mira a scovare e riportare alla luce opere straniere dimenticate dall’editoria e dalla critica. Si tratta di una delle iniziative del gruppo RuM Corp.(se) – nome dietro a cui operano le due ragazze –, che si occupa anche della creazione di “avventure grafiche”, cioè di videogiochi.

Com’è venuta l’idea di mettersi alla ricerca di romanzi inediti in Italia?
Il progetto è nato innanzi tutto da una smodata passione che abbiamo per la cultura, e in particolare per la cultura del giallo, del thriller e dell’horror. L’idea è venuta anche da una mera necessità economica. Due ragazze laureate in Lingue e Letterature Straniere come noi oggi faticano a trovare un impiego nel loro campo: abbiamo voluto creare qualcosa di nostro dal nulla.

Come procedete nel lavoro?
Andiamo alla ricerca di scritti d’epoche passate, ma comunque attuali nei temi, sui quali sia scaduto il diritto d’autore. Per individuarli ci basiamo su siti internazionali che trattano di romanzi gialli e thriller. Utilizziamo tantissimo il progetto Gutenberg, che è un vero pozzo di cultura e che consiglio a tutti di andare a esplorare [si tratta di quel progetto avviato nel 1971 da Michael Hart con l’intento di creare una biblioteca di versioni digitali di libri riproducibili liberamente – N.d.R.].
Viene poi il lavoro di traduzione, di cui si è occupata Marialuisa Ruggiero. La sfida in questa fase è quella di essere il più possibile fedeli allo stile dell’autrice e dell’epoca in cui ha vissuto: in questo Marialuisa è riuscita a fare un lavoro eccellente.
Io mi sono occupata della parte redazionale: revisione della traduzione, per correggerne i piccoli nei, note, prefazione, in cui spiego chi è Anne Katharine Green,  e postfazione, dove do una mia interpretazione del libro, che non è un comunissimo giallo ma sottende vari livelli di lettura.

Voi non limitate soltanto alla traduzione editoriale…
No, realizziamo anche la traduzione videoludica, creiamo cioè videogiochi e avventure grafiche, come si può vedere anche dal nostro sito. In questo modo cerchiamo di soddisfare il pubblico più giovane.

Com’è avvenuta la scoperta del romanzo?
È stata di Marialuisa, che è una grande esperta di gialli. Anna Katharine Green è considerata “the mother of mistery”, “la madre del mistero”: il suo personaggio, la detective Miss Butterworth, è antesignano della Miss Marple di Agatha Christie, di cui Marialuisa è una profonda conoscitrice.
Abbiamo rintracciato il romanzo in internet, poi ci siamo ulteriormente documentate sulla figura di Anna Katherine Green, che non è molto conosciuta nel panorama italiano.
Speriamo che il pubblico possa scoprirla attraverso la lettura de “Lo studio circolare” e degli altri due suoi romanzi, “Lost Man’s Lane” e “That Affair Next Door”, rispettivamente la seconda e la prima avventura di Miss Batterworth, che abbiamo intenzione di tradurre.

Che cosa vi ha colpito di più di questo testo?
Personalmente mi ha colpito molto la struttura, che è simile a quella delle storie di Sherlock Holmes. Il romanzo è costruito in due parti: la prima dedicata all’indagine, la seconda alla confessione dell’autore del delitto. Questa suddivisione netta all’interno del romanzo è molto peculiare ad Anna Katharine Green, e dobbiamo pensare che lei è venuta prima di Arthur Conan Doyle: si può azzardare che lui si sia ispirato allo stile dell’autrice.
Interessantissima poi è la figura di Miss Butterworth, che viene descritta dagli altri personaggi come una ficcanaso. Io credo che Anna Katharine Green abbia deciso di tratteggiarla con ironia perché rappresenta la condizione ancora un po’ costretta della donna in una società che non vuole concederle certi diritti e libertà. Probabilmente l’unico modo per lei di emergere è cercare di inventarsi una sua professione – come abbiamo fatto noi! – e improvvisarsi investigatrice, a costo di passare per impicciona.

Perché l’idea di pubblicare i tre libri su Miss Butterworth a ritroso, dall’ultimo al primo?
È stata un’idea venuta un po’ per gioco. Il libro fa parte di una collana di nostra ideazione che si chiama Arianna, dal nome del personaggio mitologico che, grazie al famoso filo, ha aiutato Giasone a ripercorrere a ritroso la via per cui si era addentrato nel labirinto del Minotauro. Abbiamo voluto richiamarci al mito e disegnare un percorso “all’indietro”, per coinvolgere il lettore, partendo dall’ultimo lavoro, alla scoperta della storia di Miss Butterworth, delle sue origini, di come è nato questo personaggio.

10 gennaio 2013

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