Qual è lo stato delle biblioteche italiane?

INCHIESTA BIBLIOTECHE - Che la cultura sia il primo settore a soccombere sotto la spending review è ormai un dato di fatto. Ma quella che sembrava una politica dettata dalla crisi degli ultimi anni ha invece radici ben più profonde, che testimoniano quanta poca considerazione l'amministrazione pubblica da sempre abbia nei confronti dei luoghi del sapere. Le biblioteche...
Libreriamo apre un’inchiesta, coinvolgendo lettori, uomini d’informazione e bibliotecari stessi, per capire quali problematiche colpiscano oggi le biblioteche italiane, luoghi di cultura per eccellenza

MILANO – Che la cultura sia il primo settore a soccombere sotto la spending review è ormai un dato di fatto. Ma quella che sembrava una politica dettata dalla crisi degli ultimi anni ha invece radici ben più profonde, che testimoniano quanta poca considerazione l’amministrazione pubblica da sempre abbia nei confronti dei luoghi del sapere. Le biblioteche – istituzioni simbolo della libertà d’informazione e dell’integrazione sociale – ogni anno sono lasciate prive di quei fondi necessari a permettere la loro corretta funzionalità, che consiste nel garantire il servizio pubblico al cittadino, con un’offerta che possa essere anche solo in minima parte corrispondente alla richiesta, in spazi adeguati e grazie al lavoro di un personale preparato. Ma dal canto loro i luoghi della lettura non demordono, da un lato cercando soluzioni alternative ai finanziamenti pubblici per continuare a svolgere il loro importante ruolo di diffusione, dall’altro promuovendo la cooperazione tra gli enti per affrontare insieme la criticità in cui versa la gestione del patrimonio culturale.

LO STATO DI CRISI DELLE BIBLIOTECHE
– Sembra che un alto amministratore pubblico, di cui non si conosce il nome, qualche tempo fa ai bibliotecari che si lamentavano dei recenti tagli ai fondi per l’acquisto di nuovi libri abbia risposto: "Chiedono ancora libri? Ma non glieli abbiamo già comprati l’anno scorso? Cos’è, li hanno già letti tutti?" (fonte: La Repubblica, 6 ottobre 2012). Vera o presunta che sia, questa battuta alquanto infelice infieriva ulteriormente sullo stato già nero delle biblioteche, che in quell’anno si erano viste ridurre i finanziamenti dal 15 al 35%. Nonostante ad oggi manchino dati certi su base nazionale, secondo le stime dal 2005 il budget è sceso del 63% (fonte: Linkiesta, 12 ottobre 2012). Le conseguenze? Riduzione e in alcuni casi blocco totale degli acquisti di nuovi titoli, riduzione dell’orario di apertura, riduzione del personale specializzato e più frequenti situazioni di precariato nei lavoratori del settore.   

LA LEGGE LEVI
– A dare il colpo di grazia alla possibilità d’acquisto delle biblioteche è stata quest’anno anche la legge Levi, entrata in vigore lo scorso luglio per regolamentare le politiche dei prezzi sui libri. Prima dell’approvazione del decreto legge – che stabilisce il tetto massimo del 20 % per gli sconti alle biblioteche sul prezzo di copertina, attuabili da tutti i rivenditori, dalle piccole librerie indipendenti ai bookstore – le biblioteche potevano godere di uno sconto che riusciva ad arrivare anche ad un buon 25-30 %.

SOLIDARIETÁ DEI LETTORI – A fronte di questa situazione sono nate spontaneamente molte campagne volte a sensibilizzare i cittadini verso lo stato di grande difficoltà in cui versa il patrimonio culturale italiano. Anche le Librerie Giunti al Punto, con “Dona un libro alla biblioteca della tua città”, per il terzo anno consecutivo hanno deciso di chiedere ai loro clienti un gesto di solidarietà: l’acquisto di un libro da devolvere in beneficenza a favore delle biblioteche d’Italia, alle quali deve essere riconosciuto il loro ruolo come centri propulsori di cultura e spazi di aggregazione e integrazione sociale sul territorio. Ma nei diversi centri sono sempre di più i lettori generosi che, dopo aver acquistato e letto un libro, decidono spontaneamente di donarlo alla loro biblioteca per metterlo a disposizione dei suoi utenti.

ORGOGLIO BIBLIOTECARIO – Sabato 13 ottobre i bibliotecari e i lavoratori del settore sono scesi in piazza per il BiblioPride, la prima giornata nazionale dell’orgoglio bibliotecario, organizzata dall’AIB – Associazione Italiana Biblioteche con lo scopo di chiedere alle istituzioni una maggior attenzione e la creazione di un’agenda. La prima edizione della manifestazione è stata tra l’altro organizzata a Napoli, la città che recentemente è stata protagonista del caso giudiziario che ha coinvolto la Biblioteca del Girolamini, defraudata di più di 2000 volumi, tutti di inestimabile valore. E sempre per affrontare la criticità in cui versa la gestione del patrimonio pubblico, archivi, biblioteche e musei faranno fronte comune agli Stati Generali dei professionisti del patrimonio culturale, un evento che si terrà i prossimi 22 e 23 novembre a Milano.

L’INCHIESTA – Libreriamo, da sempre sensibile alle problematiche che impediscono una corretta promozione della cultura e della lettura, intesa come strumento di crescita di una nazione, come unione dei suoi cittadini e come propulsore della democratizzazione del suo pensiero, si vuole interrogare sullo stato di salute delle biblioteche pubbliche. Per far ciò chiediamo a lettori, uomini d’informazione e ai bibliotecari stessi di segnalarci tutto ciò che non funziona a livello locale e che impedisce alla cittadinanza di usufruire di un servizio adeguato all’interno delle biblioteche, per definizione luoghi di condivisione e di diffusione del sapere.

 

12 novembre 2012

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