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Premio Strega, i libri che hanno fatto la storia del prestigioso riconoscimento

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Siamo al primo giovedì di luglio e, come da tradizione, si terrà questa sera a Roma la votazione che decreterà il vincitore del Premio Strega, giunto alla sua 72sima edizione…

MILANO – Siamo al primo giovedì di luglio e, come da tradizione, si terrà questa sera a Roma la votazione che decreterà il vincitore del Premio Strega, giunto alla sua 72sima edizione. In questa giornata, proponiamo una selezione di dieci libri che, a nostro avviso, hanno fatto la storia del più prestigioso riconoscimento letterario italiano, contribuendo in maniera decisiva alla rinascita nel dopoguerra e alla definizione dell’identità culturale del nostro Paese.

La storia

Il Premio nacque in seno al gruppo degli Amici della domenica, intellettuali, giornalisti, scrittori e letterati che iniziarono a riunirsi in casa di Maria e Goffredo Bellonci nell’inverno del 1944. Venne annunciato il 17 febbraio 1947 e, grazie al mecenatismo di Guido Alberti, gli venne dato il nome del liquore prodotto dall’azienda di famiglia. Da allora gli Amici della domenica, che oggi costituiscono un corpo elettorale di quattrocento persone diversamente inserite nella cultura italiana, si riuniscono ogni anno per scegliere in due successive votazioni il vincitore: la prima in Casa Bellonci, in giugno; la seconda al Ninfeo di Villa Giulia, a Roma, ai primi di luglio.

Romanzo d’Italia

Il Premio Strega ha raccontato il nostro Paese, documentandone la lingua, i cambiamenti, le tradizioni, ed è stato indice degli umori dell’ambiente culturale e dei gusti letterari degli italiani fin dalla prima edizione. Il primo storico vincitore fu nel 1947 Ennio Flaiano con “Tempo di uccidere”. Il romanzo racconta della guerra d’Etiopia e ha per protagonista un ufficiale che, in seguito a una relazione con un’indigena che scoprirà lebbrosa, inizierà a sospettare di essere stato contagiato. Comincerà allora a vagare da disertore, macchiandosi di una serie di azioni criminose, finché non arriverà a casa di un vecchio che lo curerà e non deciderà di costituirsi. Nel 1950 fu premiato, poco prima che si suicidasse, uno dei più  importanti scrittori della letteratura italiana contemporanea, Cesare Pavese. Il libro che gli valse il riconoscimento fu “La bella estate”, una raccolta di tre romanzi brevi – “La bella estate” del 1940, “Il diavolo sulle colline” del 1948 e “Tra donne sole” del 1949 – pubblicata un anno prima della morte di Pavese. I tre romanzi sono tutti incentra sulla fine della giovinezza e sul senso di delusione e perdita che il passaggio alla maturità porta con sé.

Da Moravia a Soldati

Per “I racconti” fu premiato nel 1952 Alberto Moravia, altro scrittore divenuto un classico della letteratura novecentesca. Moravia si impose sulla scena letteraria con “Gli indifferenti”, nel 1929, in pieno regime fascista, dal quale fu ostacolato. Nelle sue opere trattò i temi dell’ipocrisia, dell’infelicità e dell’aridità morale degli uomini.  Nel 1954 fu la volta di Mario Soldati, regista oltre che scrittore, tra le figure di primo piane dell’età d’oro del cinema italiano. Come scrittore Soldati fu apprezzato da Natalia Gizburg, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia. Il libro premiato fu “Lettere da Capri”, una storia d’amore, ossessione e gelosia a tre voci. Il libro ruota attorno alle vicende intrecciate del regista Mario, del giornalista statunitense Harry, implicato in una relazione extraconiugale con la prostituta Dorothea, per cui prova un’attenzione fatale, e della moglie di Harry, Jane, a sua volta coinvolta in una storia con un amante, Aldo.

Elsa Morante

Nel 1957 viene premiata la prima donna, Elsa Morante, grande scrittrice e moglie di Moravia. Il suo libro, “L’isola di Arturo”, è ambientato a Procida, dove il giovane Arturo, orfano di madre, vive con il solo padre Wilhelm, che lui considera un eroe. Le cose si complicano quando il padre si risposa e Arturo, che non ha mai conosciuto una donna, inizia a provare sentimenti contrastanti per la matrigna Nunziata. Innamoratosi di lei, ma respinto, Arturo vive una profonda delusione – esacerbata dalla scoperta che il padre non è affatto l’eroe che credeva –, delusione che lo spinge ad arruolarsi per la Seconda guerra mondiale. Nel 1958 Dino Buzzati, ricordato come grande giornalista oltre che scrittore, ricevette lo Strega per i “Sessanta racconti”, narrazioni dominate da toni amari e tematiche care all’autore – il perseguimento di obiettivi illusori, la ricerca di una felicità impossibile e una troppo tarda presa di coscienza della verità.

Gli anni Sessanta

Fu premiato nel 1959 un grande capolavoro della letteratura italiana, “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, pubblicato postumo nel 1958 – lo scrittore era morto l’anno prima. Il romanzo è un grande affresco della Sicilia all’epoca della spedizione garibaldina e dell’annessione al Regno di Sardegna e testimonia la lenta decadenza dell’aristocrazia, vista attraverso gli occhi di un suo rappresentante, il Principe Don Fabrizio Salina, e l’ascesa della borghesia. Dal libro fu tratto l’omonimo film di Luchino Visconti con Claudia Cardinale del 1963. Gli anni Sessanta si aprirono con la vittoria di Carlo Cassola per il suo “La ragazza di Bube”. Il romanzo è incentrato sulla storia d’amore tra Mara e Arturo, detto Bube, compagno di un fratello di Mara morto durante la Resistenza. La vicenda si svolge ancora sullo sfondo di lotte politiche tra fascisti e comunisti, delle cui schiere Bube fa parte. Il ragazzo è costretto a fuggire in seguito a un omicidio, ma alla fine verrà arrestato e rinchiuso nelle carceri di Firenze. Mara deciderà tuttavia che continuerà a stare insieme a lui.

Il nome della rosa

Tra fine anni Settante e inizio anni Ottanta vennero premiati altri due grandissimi autori della nostra storia letteraria più recente: Primo Levi, nel 1979, con “La chiave a stella”, e Umberto Eco, nel 1981, con “Il nome della rosa”. Incentrato sulle vicende dell’operaio Libertino Faussone, detto Tino, “La chiave a stella” si inserisce nel filone della letteratura industriale ed è il primo romanzo d’invenzione di Levi. Qui l’autore esprime una visione ottimista, di fiducia nell’uomo, nella sua capacità di azione e nella potenza nobilitante del lavoro. “il nome della rosa” è invece il grande capolavoro di Eco, un romanzo giallo d’ambientazione medievale. Il libro si presente come il manoscritto di un monaco, Adso da Melk, del 1327. Questi racconta le vicende vissute da novizio con il suo maestro Guglielmo da Baskerville. I due si troveranno a fare luce su un omicidio avvenuto in un monastero benedettino. Dal libro è stato tratto il celeberrimo film omonimo di Jean-Jacques Annaud con Sean Connery e Christian Slater.

Gli ultimi vincitori

Le edizioni più recenti del Premio Strega hanno incoronato come vincitori alcuni degli scrittori più apprezzati del panorama letterario contemporaneo: su tutti ricordiamo nel 1990 Sebastiano Vassalli con il romanzo storico “La chimera“, la vincitrice del 2003 Melania Mazzucco, ultima donna a vincere l’ambito riconoscimento letterario con “Vita“, storia di formazione e di migrazione di due ragazzini italiani all’inizio del secolo negli Stati Uniti, Niccolò Ammaniti vincitore nel 2007 con “Come Dio comanda“, una storia a metà tra la fiaba nera e il romanzo di formazione. Ultima menzione per il vincitore uscente, Paolo Cognetti con “Le otto montagne“, una storia di amicizia tra due ragazzi cosí diversi da assomigliarsi.

Premio Strega, i libri che hanno fatto la storia del prestigioso riconoscimento ultima modifica: 2018-07-05T09:00:00+00:00 da developer

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