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Premio Strega, le previsioni dei critici sul vincitore

In una lettera del 6 luglio 1950 all'amico Nicola Enrichens, in risposta a un telegramma in cui quest'ultimo gli faceva i complimenti per lo Strega appena vinto, Cesare Pavese definiva il Premio ''una faccenda pettegola e mondana''. Al di là di ogni giudizio di valore che si possa avere riguardo a questo riconoscimento, è innegabile in effetti che lo Strega faccia molto parlare di sé...
Secondo il parere dei giornalisti che abbiamo intervistato, il favorito Walter Siti si conferma un buon candidato alla vittoria

MILANO – In una lettera del 6 luglio 1950 all’amico Nicola Enrichens, in risposta a un telegramma in cui quest’ultimo gli faceva i complimenti per lo Strega appena vinto, Cesare Pavese definiva il Premio “una faccenda pettegola e mondana”. Al di là di ogni giudizio di valore che si possa avere riguardo a questo riconoscimento, è innegabile in effetti che lo Strega faccia molto parlare di sé, e tra critiche e apologie sappia sempre  tener puntati su di sé i riflettori del mondo letterario italiano. Dopo le polemiche sollevate quest’anno da Emanuele Trevi, che hanno coinvolto anche altri nomi di prestigio, tra cui Inge Feltrinelli, sullo strapotere che alcuni gruppi editoriali hanno nel determinare l’assegnazione del Premio, l’ultima notizia è stata questa settimana la scelta dei dodici nomi candidati a entrare nella cinquina dei finalisti. Abbiamo dunque chiesto ad alcuni critici e giornalisti chi secondo loro riuscirà ad aggiudicarsi quest’anno il tanto chiacchierato riconoscimento.

L’AUGURIO E LE ASPETTATIVE DI LUIGI MASCHERONI
– “Scegliendo fra la ‘dozzina’ dello Strega,  per quanto mi riguarda, vorrei che al Ninfeo vincessero Walter Siti o Aldo Busi, due grandissimi romanzieri che da anni lavorano incessantemente  e ossessivamente sul linguaggio e la scrittura narrativa, con risultati a volte difficili e indigesti al pubblico di massa, ma straordinari dal punto di vista letterario” . Questo l’augurio espresso da Luigi Mascheroni, caposervizio della redazione Cultura e Spettacoli de il Giornale. Un augurio che però non coincide con la sua previsione: “Per quanto invece riguarda la giuria dello Strega, credo che premierà o Alessandra Fiori, con una storia (politica) perfetta per i salotti romani e perfetta per questi tempi di ‘politica debole’, o Alessandro Perissinotto, il cui libro racconta una storia leggibilissima (e che comunque ha alle spalle il gruppo Mondadori…) . Outsider, Paolo di Paolo.”

LA SCELTA DI ANTONIO CALABRÒ – È un altro nome quello su cui punta Antonio Calabrò, giornalista economico e curatore della rubrica “Libri” per il settimanale Il Mondo, nonché Senior Vice President Cultura di Pirelli, ex direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. “Il mio libro preferito è ‘Figli dello stesso padre’ di Romana Petri (Longanesi). Storia intensa, familiare e sociale, carica di conflitti ma anche ricca di una disperata ricerca d’identità e di relazione positiva con l’alterità”, dichiara Calabrò. “I personaggi, a cominciare proprio dai due fratelli, Germano ed Emilio, sono ben scanditi, con un gioco forte di chiaroscuri sulle differenze e le struggenti somiglianze. Il padre emerge bene, con la dissolutezza di un egoismo che diventa lacerante per chi ne fa le spese e con una profonda fragilità, che rivela, al di là della sua stessa figura, le incertezze generazionali e le ferite familiari (la vittima di un “non amore” perpetua a sua volta una distanza dolente e fonte di dolore diffuso). E la cronaca di una faticosa riconciliazione, nel senso della memoria genitoriale nonostante tutto affettuosa, anima pagine di forte scrittura. Le storie personali hanno come cornice la Storia grande italiana. E la Petri sa giocare su molti registri narrativi (lo stile dell’intimità, il coro della socialità) con grande maturità narrativa.”   

LA PREVISIONE DI TOMMASO PELLIZZARI
– È di nuovo l’autore di “Resistere non serve a niente” che verrà premiato secondo Tommaso Pellizzari, giornalista per il Corriere.it dal 2010 e curatore, insieme ad Alessia Rastelli, di Ehi Book!, il blog del Corriere.it dedicato al mondo dell’editoria digitale. “Io dico che vince Walter Siti, per le strepitose pagine iniziali (di un romanzo che è tutto molto bello) in cui tra l’altro spiega – con parecchia autoironia – che l’argomento non è l’omosessualità”.

LAURA PEZZINO, “LE DONNE SONO TROPPO POCHE” – Per una donna fa invece il tifo Laura Pezzino, giornalista che tiene il blog di Vanitiy Fair dedicato ai libri, BookFool. “Il mio vincitore ideale sarebbe Paolo Cognetti, con il suo ‘Sofia si veste sempre di nero’ (minimum fax), perché la protagonista è un personaggio talmente forte da restare in mente per mesi. Sono convinta che il valore di un libro sia determinato da quello che rimane di lui, in noi, una volta che lo abbiamo finito e riposto sulla mensola. I rumors dicono che a vincere sarà ‘Resistere non serve a niente’ di Walter Siti (Rizzoli). Siti è tra i più grandi autori italiani di oggi e, anche se non ho ancora letto questo suo ultimo libro, sarei comunque felice se lo Strega 2013 andasse a lui. Un unico appunto a questa dozzina: tre donne su 12 sono davvero troppo poche.”

18 aprile 2013

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