Quando si parla di narrativa italiana contemporanea, c’è un nome che da oltre sette decenni echeggia con grande rilievo: il Premio Strega. Nato nel 1947 grazie alla visione di Maria Bellonci e al sostegno di Enrico “Goffredo” Bellonci e della casa produttrice Strega, questo premio ha saputo trasformarsi nel simbolo della letteratura italiana vivente. È il riconoscimento che, più di ogni altro, riflette i cambiamenti, le emergenze e le tensioni narrative del nostro tempo.
Come ogni anno, il premio non è solo una serata di gala, ma un processo articolato che attraversa mesi di letture, dibattiti, votazioni e confronti tra critici, autori, librai e appassionati.
Premio Strega 2026: nessun vincitore… ancora
A differenza di molte competizioni che annunciano direttamente il vincitore, il Premio Strega si struttura in più fasi:
Proposte di candidatura da parte degli “Amici della Domenica”, la giuria allargata composta da scrittori, critici, giornalisti e personalità del mondo culturale.
Selezione dei dodici candidati ufficiali, annunciati generalmente in primavera.
Votazione preliminare per scegliere la “cinquina” finale.
Votazione conclusiva e proclamazione del vincitore, di solito in luglio.
Per il Premio Strega 2026, siamo ancora nella fase intermedia: i libri candidati sono noti e oggetto di dibattito, ma non è stato proclamato un vincitore ufficiale. La corsa alla vittoria è dunque aperta, e sui social, nelle librerie e nei salotti letterari si discute con sempre maggiore intensità di quali titoli potrebbero arrivare in finale.
Chi sono i favoriti
Se ancora non c’è un vincitore certo, iniziano però a emergere alcune tendenze. Tra i titoli e gli autori maggiormente citati nei retroscena editoriali e nelle discussioni di settore spicca il nome di Michele Mari, con il suo romanzo “I convitati di pietra“. Mari è uno degli autori più originali e raffinati della narrativa italiana contemporanea, capace di coniugare erudizione, ironia e profondità letteraria. La sua presenza nella lista dei candidati lo pone naturalmente tra i favoriti.
Accanto a nomi consolidati come il suo, che rappresentano gli autori “istituzionali” e tradizionali dell’editoria italiana, cominciano ad affacciarsi anche outsider e voci più nuove. La letteratura italiana degli ultimi anni ha visto emergere autori che provengono da contesti editoriali indipendenti, dal fumetto letterario alla narrativa sperimentale, e alcuni di questi nomi stanno guadagnando attenzione anche nel contesto dello Strega.
Un elemento che torna con insistenza nelle discussioni è la forte presenza di case editrici come Einaudi nella rosa dei candidati: non è un semplice effetto di nome, ma il risultato di un mercato editoriale che, pur frammentandosi, continua a premiare testi di alta qualità narrativa e culturale.
Quali caratteristiche attirano l’attenzione della giuria
Nel corso degli anni il Premio Strega ha premiato opere che non si limitano ad avere una prosa elegante, ma che rappresentano anche un significato culturale, storico o sociale più ampio. Non è raro che la giuria valorizzi romanzi che affrontano questioni di memoria, identità, migrazioni, rapporti intergenerazionali o crisi delle istituzioni, temi di forte risonanza nel dibattito pubblico.
Per questo motivo, in un’edizione come quella del 2026, si guarda con attenzione non solo a nomi celebri, ma anche a opere che sappiano offrire una narrazione potente e viscerale, in cui l’esperienza individuale si intreccia con quella collettiva.
Il ruolo del Premio Strega Giovani
Parallelo al concorso principale, nel calendario del Premio Strega c’è anche il Premio Strega Giovani, dedicato ai lettori dai 16 ai 18 anni. Qui i testi vengono letti e votati da una giuria di studenti, coinvolti direttamente nella scelta. Questo segmento è particolarmente interessante perché spesso evidenzia idee e sensibilità nuove, diverse da quelle dei critici più tradizionali.
La presenza di uno Strega Giovani attivo contribuisce ad ampliare lo sguardo sul panorama narrativo italiano, mostrando che i gusti e le aspettative dei lettori più giovani possono talvolta divergere da quelli degli adulti.
Perché il Premio Strega 2026 importa davvero
Anche se il vincitore non è ancora noto, alcune cose sono già chiare: la selezione di quest’anno riflette un panorama editoriale vivace e composito, in cui convivono autori affermati e nuove voci. E mentre la parola finale spetterà al voto della giuria nella cerimonia ufficiale, l’interesse per il premio dimostra una cosa importante: nel cuore della cultura italiana la narrativa continua a essere un terreno vivo di sperimentazione e confronto.
Il Premio Strega non è solo un riconoscimento letterario, ma un momento di dialogo collettivo sul valore della scrittura nella nostra epoca. Ogni anno il premio diventa una lente attraverso cui leggere la società italiana, le sue paure, le sue speranze e le sue trasformazioni.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Nei prossimi mesi la scena letteraria italiana si preparerà alla scelta dei cinque finalisti, la “cinquina” che entrerà nella fase conclusiva. Da lì si arriverà alla votazione finale e alla proclamazione del vincitore del Premio Strega 2026, simbolo di eccellenza narrativa.
Fino ad allora, la discussione continua e con essa la gioia per i lettori di confrontarsi con i libri, confrontarsi con le storie e partecipare, anche solo da spettatori appassionati, al rito collettivo più importante della letteratura italiana contemporanea.