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Le logiche dei desideri protagoniste al Festival Scienzarteambiente di Pordenone

''Desiderare'' è in stretta analogia con ''Considerare'' cioè con il valutare le stelle per orientarsi e quindi ponderare un problema nei suoi vari aspetti per prendere una decisione...

PORDENONE – ”Desiderare” è in stretta analogia con ”Considerare” cioè con il valutare le stelle per orientarsi e quindi ponderare un problema nei suoi vari aspetti per prendere una decisione, come insegna la scienza. Questa la chiave dell’edizione 2014 del festival Scienzartambiente di Pordenone che diviene maggiorenne ed è pronto per addentrarsi ne ”Le logiche del desiderio”: storie di umanità, di scienza, di tecnologia e di cittadinanza, storie di vita di animali, di oggetti, storie di fenomeni e di idee dal 18 al 23 ottobre. Ad inaugurare la diciottesima edizione è la conversazione tra Stefano Moriggi, curatore assieme all’Immaginario Scientifico del programma e Gianluca Nicoletti su ”La fuga dal fantautismo”. Il disagio psichico tra sciamani e praticoni.

LA DIFFICILE COMUNICAZIONE NEI DESIDERI  – Da pochi giorni è uscito Alla fine qualcosa ci inventeremo (edizione Mondadori) in cui il giornalista de La Stampa e de Il Sole 24 ore parla senza facili reticenze del rapporto con Tommy, il figlio autistico ora divenuto adolescente. E proprio da questo periodo della vita in cui si scoprono  il proprio corpo e i propri desideri parte Stefano Moriggi per iniziare una riflessione su come una persona che non è in grado di rivendicare a sé il proprio corpo possa vivere il desiderio e come in realtà anche linguisticamente ci sia una diffusa reticenza a parlare della sessualità delle persone diverse. La risposta di Nicoletti parte da lontano : “ Il nostro corpo – dice il giornalista – è riprogettabile. La chirurgia estetica ci ha insegnato che possiamo cambiare naso, sopracciglia, seno. Eppure ci sono ancora molte resistenze ad accettare, ad esempio, che come in Giappone il massaggio abbia naturalmente un effetto orgasmatico  o che l’alluce sostitutivo di un pollice accidentato possa essere esposto, perché viviamo ancora i piedi con vergogna. Insomma, non siamo liberati e perciò fatichiamo ad accettare che le persone non neurotipiche abbiano una loro vita erotica. Pensiamo sempre che la sessualità debba avere una qualità etica che non può essere riconosciuta alle persone autistiche: a loro pensiamo come a delle creature angelicate senza sesso”. “ Spesso anzi – rincalza Moriggi – l’atteggiamento che si ha nei loro confronti è pietistico e consolatorio e la gente ha paura che i loro corpi possano avere una propria autonomia. Il disagio è più evidente a livello istituzionale che tra la gente: il primo appello a Bologna per  posti di assistenti sessuali per disabili ha richiamato moltissime persone. Non si può solo spiegare questa massiccia risposta con la crisi economica: le persone comuni superano vecchie barriere con più duttilità e facilità di quanto si pensi”.

DALLA CRISI ECONOMICA ALLE RISORSE CHE RUOTANO ATTORNO A QUESTO MONDO – “ Le risorse ci sono – spiega Nicoletti- ma si fermano in quell’enorme cerniera che c’è tra le istituzioni e chi ne deve fruire. Spesso poi le persone reclutate sopperiscono col senso pratico alla mancanza di preparazione specifica e questo è molto dannoso per arrivare fino alla violenza vera e propria come è avvenuto a Vicenza, dove  un’insegnante di sostegno e un’operatrice di una cooperativa sociale sono state arrestate per maltrattamenti su un alunno autistico. Bisogna che si prenda atto della gravità dell’autismo. L’Istituto superiore di sanità ha emanato le linee guida,  che sono le più verificate e utili e devono diventare un dato acquisito dalle istituzioni. Oggi per assurdo lo Stato passa terapie inutili e quelle che servono le famiglie se le devono pagare da sole. Bisogna spendere bene i soldi. L’esempio di Vicenza ci dice che è inutile pagare persone che non hanno la necessaria preparazione”.

SCIAMANI, PRATICONI E PREGIUDIZI – “Sciamani e pseudo guaritori – interviene Moriggi –  le persone trovano naturale pagare le pratiche scientifiche alternative e non convalidate, ma si lamentano perennemente dei costi della medicina tradizionale”. E ancora: “Una teoria deve essere resa pubblica per essere dimostrata e per essere verificata dalla comunità scientifica altrimenti non ha valore”. Eppure non tutti la pensano cosi e Moriggi, schieratosi in prima linea contro il metodo stamina, è stato travolto dalle minacce. Così anche attorno alla disabilità – un ‘enorme risorsa economica – ruotano moltissime teorie fasulle e  metodi coercitivi  come le stanze di contenzione e pregiudizi come  il senso di vergogna che accompagna spesso le famiglie. “ Ho conosciuto una mamma in Puglia- racconta Nicoletti- che non ha mai fatto uscire il figlio da casa e per farlo muovere gli aveva comprato un tapis roulant, quando fuori aveva campagne bellissime e uliveti profumatissimi”. L’attivismo è invece il miglior modo per dare un senso al loro quotidiano. Un quotidiano che essi vivono con una straordinaria sensibilità del bello perché la limitazione cognitiva non influenza le loro percezioni: “ per questo – conclude Nicoletti – dovrebbero vivere all’aria aperta come tutti e vedere e vivere  cose belle per loro e per noi, alle prese con il pensiero angoscioso che, quando non ci saremo più, nostro figlio venga trattato dalla società come materiale da discarica di esseri umani. Il guado è il dopo:  Quando i genitori non ce la fanno più e  i figli finiscono in istituti e un autistico, quando smetti di stimolarlo, regredisce e la vita finisce”.

 

Alessandra Pavan

17 ottobre 2014

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