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Ermanno Olmi è il vincitore del Premio Chiara alla Carriera 2013

Il maestro del cinema Ermanno Olmi sarà il 24 marzo al Teatro Sociale di Luino per ricevere il Premio Chiara alla Carriera 2013. La cerimonia, aperta al pubblico, si svolgerà a partire dalle 16.30, con la conduzione di Claudia Donadoni e Mauro Gervasini. Durante l'incontro Ermanno Olmi verrà intervistato da Monsignor Dario E. Viganò...
Il regista, scelto per l’alto talento con cui ha raccontato la nostra storia sociale e culturale, sarà premiato il 24 marzo a Luino 
 
MILANO – Il maestro del cinema Ermanno Olmi sarà il 24 marzo al Teatro Sociale di Luino per ricevere il Premio Chiara alla Carriera 2013. La cerimonia, aperta al pubblico, si svolgerà a partire dalle 16.30, con la conduzione di Claudia Donadoni e Mauro Gervasini. Durante l’incontro Ermanno Olmi verrà intervistato da Monsignor Dario E. Viganò, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e grande conoscitore dell’opera del regista. Interverranno anche il direttore della rivista AD Ettore Mocchetti, il presidente della Provincia di Varese Dario Galli e il sindaco di Luino Andrea Pellicini. 
 
IL PREMIO – Il Premio Chiara alla Carriera è uno degli appuntamenti annuali del Premio Chiara, dedicato ai racconti e istituito in onore dello scrittore Piero Chiara. È sostenuto da AD, la rivista dedicata all’arredamento del Gruppo Condè Nast, per la quale Piero Chiara inventò nel primo numero la rubrica “La casa, la vita”, ancora oggi viva. Il Premio Chiara alla Carriera è stato conferito nel corso del tempo a illustri personalità: l’anno scorso è stata la volta di Paolo Villaggio. Negli anni precedenti è stato assegnato a Giuseppe Pontiggia, Giovanni Pozzi, Claudio Magris, Luigi Meneghello, Giorgio Orelli, Raffaele La Capria, Mario Rigoni Stern, Alberto Arbasino, Luigi Malerba, Dante Isella, Carlo Fruttero, Andrea Camilleri e Franca Valeri.
 
UN GRANDE INTERPRETE DELLA NOSTRA STORIA SOCIALE E CULTURALE – Ermanno Olmi è stato scelto come vincitore dell’edizione 2013 con questa motivazione: “Nel corso di una lunga carriera contrassegnata da riconoscimenti internazionali, Ermanno Olmi ha saputo raccontare le più profonde transizioni che hanno caratterizzato la storia sociale e culturale del nostro paese. Anche apprezzato documentarista, Olmi continua a rivelare una poetica personalissima, dall’alto valore non soltanto cinematografico, ma letterario e artistico nel senso più completo”.
 
LA CARRIERA CINEMATOGRAFICA DI OLMI – Nato a Bergamo il 24 luglio 1931, milanese d’adozione, Olmi comincia la propria attività di cineasta realizzando documentari industriali per l’Edison, di cui era dipendente. Esordisce nel lungometraggio con “Il tempo si è fermato” (1959), ma è il successivo “Il posto” a sottolinearne talento e grandezza, inserendosi nella scia del neorealismo. Il film si aggiudica il Premio della critica alla Mostra di Venezia del 1961. Nel 1965 Olmi realizza “E venne un uomo”, biografia di Papa Giovanni XXIII. Nel 1978 vince la Palma d’oro a Cannes con “L’albero degli zoccoli”, considerato il suo capolavoro, ricognizione intima e realistica del mondo contadino al quale Olmi è indissolubilmente legato. Nel 1982 fonda a Bassano del Grappa Ipotesi Cinema, una delle principali scuole di cinematografia d’Italia. Nel 1988 vince il Leone d’oro a Venezia con “La leggenda del santo bevitore”. Tra i suoi titoli recenti da citare “Il mestiere delle armi” (2001), anche per il grande successo di pubblico, e “Centochiodi” (2007), dopo il quale Olmi annuncia di voler interrompere la produzione di lungometraggi a soggetto per realizzare solo documentari.
 
17 febbraio 2013 
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