Come diventare scrittore

I 10 libri da leggere con scrittori come protagosti

Leggere romanzi che hanno per protagonisti scrittori può insegnare quanto possa essere appassionante e stressante allo stesso momento questo mestiere
I 10 libri da leggere con scrittori come protagosti

MILANO – Scrivere un libro può essere complicato quanto scalare l’Everest, un’impresa che pare impossibile, che è facile abbandonare. E’ facile demordere, abbandonare l’idea. Ma in entrambi i casi basta fare un passo alla volta: passo a passo, parola dopo parola. Sono due avventure di una bellezza incredibile, ma per riuscire a intraprenderle serve grandissima motivazione e – perché no? – qualche consiglio. Tra i consigli che possiamo dare c’è quello di leggere una serie di romanzi che hanno per protagonisti scrittori, perché può insegnare quanto possa essere appassionante e stressante allo stesso momento questo mestiere, perché potete riconoscervi nei protagonisti che fanno quello che volete far voi (o che già state facendo). Da John Fante a Sandro Veronesi, da Joel Dicker a Stephen King, ecco i più bei romanzi che hanno per protagonisti scrittori.

1) Stephen King – Paul Sheldon in Misery

Fra tutti gli scrittori protagonisti dei romanzi di King – e ce ne sono davvero tanti –, uno dei più memorabili è Paul Sheldon, autore di bestseller la cui fortuna è (suo malgrado) legata al personaggio di Misery Chastain, eroina di romanzi sentimentali di infima qualità. Quando Paul finalmente «uccide» la sua odiata creatura, scatena l’ira della sua ammiratrice Annie Wilkes: ossessionata da Misery, è disposta a tutto per leggere un’altra avventura della sua eroina… anche a sequestrare e seviziare il suo creatore. Come Sherazade, Paul sopravvivrà solo se darà a Annie la storia che lei desidera. E, se la metafora non fosse abbastanza trasparente, lo stesso King ha confermato che il romanzo riflette proprio il dramma di uno scrittore assillato dalle richieste perentorie di certi fan.

2) Umberto Eco – Colonna in Numero zero

L’ultimo romanzo di Eco è spiazzante anche per gli standard di uno scrittore così poliedrico, capace di reinventarsi e di stupire il pubblico con ogni sua nuova opera. Il protagonista di Numero zero, Colonna, è uno scrittore fallito e un ghost writer che, per cercare di rimettersi in carreggiata, decide di riciclarsi come redattore in un giornale. Ma Domani non è un giornale qualunque: non racconta i fatti avvenuti, ma quelli che avverranno. All’alba dell’inchiesta Mani pulite, Colonna non solo deve affrontare un compito assurdo e impossibile, ma anche destreggiarsi tra complotti, intrighi e dietrologie; il romanzo è una critica del giornalismo sensazionalista, in cui gli anni ’90 diventano un preciso specchio del presente.

3) Carlos Ruiz Zafón – David Martín ne Il gioco dell’angelo

Il secondo libro della trilogia del Cimitero dei libri dimenticati ci porta nella Barcellona degli anni ’20, dove David Martín, giovane di umili origini diventato scrittore di successo, vive rinchiuso nella sua torre d’avorio per rispettare le scadenze editoriali. Alle cocenti delusioni sentimentali e agli intoppi nella carriera si aggiunge una scoperta sconvolgente, che porta David sull’orlo della depressione. Senza più speranze né prospettive, il giovane accetta la proposta ambigua, quasi faustiana, del diabolico editore Andreas Corelli: scrivere una specie di testo sacro, un libro diverso da tutti gli altri. E, pagina dopo pagina, i confini tra la realtà e il sogno diventano sempre più sottili…

4) H.P. Lovecraft – Randolph Carter nella Saga di Randolph Carter

Sono davvero in pochi a stimare Randolph Carter: figura dimessa e crepuscolare, autore squattrinato e privo di successo di cui nessuno legge le opere, studioso dell’occulto, animo sensibile. Ma Randolph è anche uno dei pochi esseri umani in grado di mantenere il sangue freddo di fronte all’innominabile. Protagonista nella saga omonima, formata da quattro racconti e un romanzo, è il personaggio più autobiografico del corpus lovecraftiano. A differenza del suo creatore – che trascorse quasi tutta la sua esistenza a Providence, nel Rhode Island –, Randolph è in grado di viaggiare nel Mondo dei sogni, una dimensione parallela onirica con una storia, una geografia e una mitologia precise e dettagliate… e orrori al di là di ogni immaginazione.

5) Arthur Conan Doyle – John Watson nei romanzi e racconti di Sherlock Holmes

Arthur Conan Doyle inizia a scrivere mentre studia medicina a Edimburgo; ad affascinarlo è soprattutto il tema del mistero. Quando decide di raccontare le avventure di un detective privato di nome Sherlock Holmes, usa lo stratagemma di far narrare le sue storie a un personaggio secondario, il dottor John Watson. Ma Watson è qualcosa di più di un espediente letterario, e diventa importante tanto quanto Holmes, di cui è coinquilino, confidente, assistente e biografo. La sua perspicacia e la sua buona volontà gli fanno guadagnare il rispetto e l’amicizia dell’impassibile detective. Ed è impossibile non intravedere, nella figura del medico che diventa scrittore, l’ombra del suo creatore.

6) Joël Dicker – Marcus Goldman ne La verità sul caso Harry Quebert

Quando sei un giovane, brillante autore e devi scrivere il seguito del tuo bestseller, la cosa peggiore che ti possa capitare è cadere in preda al blocco dello scrittore. Almeno, Marcus Goldman (che si trova proprio in questa situazione) ne è convinto. Poi scopre che Harry Quebert – amico, ex professore, collega e mentore – è accusato dell’omicidio di una ragazza scomparsa trent’anni prima. Marcus non riesce a credere che Harry possa essere davvero il colpevole, e inizia a esplorare la tranquilla cittadina del New Hampshire dove vive Harry. Tra un flashback e una riflessione sul mestiere di scrivere, riuscirà a scoprire la verità e a scagionare il suo amico?

7) Jack London – Martin Eden in Martin Eden

Inizio Novecento: Martin è un marinaio che sogna in grande, un ragazzo povero che lotta contro gli ostacoli imposti dalla propria classe sociale, un aspirante scrittore che, per poter sposare la ricca Ruth, deve prima conquistare la fama. Autodidatta come lo stesso London, il giovane Martin profonde tutte le sue energie nello studio. Deve impegnare la bicicletta, l’unico bene che possiede, per poter mandare i suoi racconti alle riviste da cui non riceve mai risposta. È solo quando Ruth lo lascia per sempre che arriva il successo tanto bramato; gli editori ora vogliono le sue opere a qualunque prezzo, ma a Martin non interessa più. La sua triste parabola è una riflessione sulle ingiustizie sociali, sull’individualismo e sul capitalismo, temi molto sentiti dall’autore.

8) Mikel Santiago – Bert Amandale in La strada delle ombre

Il protagonista della Strada delle ombre, Bert Amandale, ha davvero molte cose in comune col suo autore, Mikel Santiago: entrambi sono musicisti votati alla scrittura, con un ampio pubblico e un romanzo in testa alla classifica. E chissà se anche Mikel vive un dramma simile a quello di Bert che, messo sotto pressione perché scriva un altro bestseller, decide di lasciare la caotica Londra per ritrovare la creatività nella pace della Provenza. Ma è lì che accade l’inaspettato: Chucks, un suo carissimo amico, viene ritrovato morto, e tutto d’un tratto Bert si ritrova invischiato in un intrigo degno di uno dei suoi romanzi. E non è una bella prospettiva, visto che lui è uno di quegli scrittori che amano far morire i propri personaggi…

9) John Fante – Arturo Bandini in Chiedi alla polvere

Arturo Bandini sogna di fare lo scrittore, anche se l’unico racconto che è riuscito a pubblicare finora – Il cagnolino rise – ha avuto scarso successo. E’ un sognatore, su questo non c’è dubbio, e non c’è nulla al mondo che potrà fargli perdere la speranza. E’ irriverente, coraggioso, maleducato e di origini italiane. Si innamora di una messicana, Camilla Lopez, con la quale ha una burrascosa relazione. Di questo rapporto non è sicuro, ma sul fatto che farà lo scrittore non ci sono dubbi, anche se questo noi non lo sapremo mai. John Fante si è fermato a raccontarci la vita di Arturo molto molto prima che un suo romanzo riesca a finire in libreria.

10) Bernard Malamud – Henry Lesser in Gli inquilini

Henry Lesser è l’ultimo occupante di una palazzina di Brooklyn che deve essere distrutta per lasciar lo spazio per la costruzione di un condominio di lusso. Tutti gli altri abitanti se ne sono andati ma lui no, perché è lì che ha iniziato a scrivere il suo romanzo ed è lì che deve finirlo. Cambiare ambiente stravolgerebbe il suo capolavoro. Rimane lì, solo, fino a quando non si trasferisce nello stesso edificio Willie Spearmint. Tra l’ebreo Henry e l’afroamericano Willie si instaura una lotta ferrata. Chi scriverà la storia migliore? Malamud come sempre insuperabile.

 

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