Piero Valdiserra, ”Il libro è il mezzo privilegiato per viaggiare”

Un'esperienza molto più ricca e profonda, non solo fisica, ma soprattutto mentale, cognitiva, emozionale. E' questa l'idea di viaggio secondo Piero Valdiserra, Direttore Marketing e Relazioni Esterne della Rinaldi Holding e giornalista enogastronomico...

L’esperto di marketing del food & beverage nel suo ultimo libro spiega come il viaggio sia un esperienza più profonda, possibile anche grazie ad un mezzo speciale come la lettura

MILANO – Un’esperienza molto più ricca e profonda, non solo fisica, ma soprattutto mentale, cognitiva, emozionale. E’ questa l’idea di viaggio secondo Piero Valdiserra, Direttore Marketing e Relazioni Esterne della Rinaldi Holding e giornalista enogastronomico. All’interno del suo ultimo libro “La geometria del viaggio”, l’esperto di marketing del food & beverage concentra l’attenzione sul viaggio e il viaggiare, in senso letterale ma anche traslato, ricorrendo alla metafora della geometria.

Da cosa nasce l’idea di scrivere “La geometria del viaggio”?
L’idea arriva da stimoli provenienti da fonti diverse: la prima deriva dalla mia passione per i viaggi, da sempre un mio grande interesse. La seconda dal fatto che il viaggio rappresenta per me un’abitudine, data dal mio desiderio innato di viaggiare, dalla mia curiosità spontanea, che ho poi avuto modo di alimentare nel corso della mia vita professionale. Scrivere questo libro per me è stata come una terapia, come entrare in una zona franca che mi aiutasse a evadere dalla frenesia del lavoro. Mi sono approcciato alla scrittura intesa come qualcosa di superfluo, da fare per divertimento. Ciò ha rappresentato per me un  grande sollievo.

 

Come è cambiato il modo di intendere il viaggio negli anni?
Oggi il viaggiare è un’esperienza sempre più condivisa, mentre 30-40 anni fa non lo era. Oggi viaggiare è diventata una consuetudine, non rappresenta più un privilegio, anche grazie al contributo dei mezzi di comunicazione di massa. Paradossalmente, però, l’allargarsi di questa usanza non ha modificato l’apertura mentale nei confronti di questa esperienza. Anche se si va sempre più lontano, il viaggio rimane per molti un’esperienza vissuta superficialmente.
 

Cosa rappresenta l’esperienza del viaggio per lei?
Grazie alla mia esperienza maturata nel corso degli anni, ho capito come il viaggio rappresenti un vissuto più ricco dello spostarsi solo fisicamente.  E’ uno spostamento  che si sviluppa su più dimensioni, un esperienza più ricca, che può essere mentale, cognitiva, emozionale. Il viaggio non è una linea retta, ma un asse cartesiano. Da qui, appunto, l’idea di scrivere la geometria del viaggio.
 

A causa della crisi, purtroppo, molti italiani rinunceranno a viaggiare durante le ferie…
Per viaggiare non occorre per forza muoversi, o raggiungere l’altro capo del mondo. E’ possibile viaggiare anche solo visitando luoghi vicini. Non è a causa della crisi economica che la gente deve rinunciare al piacere del viaggio. 
 

Quanto è importante in vacanza portarsi dietro un libro e leggere per viaggiare con la mente?
Ritengo che il libro rappresenti una forma privilegiata di viaggio. Leggere ci permette di avventurarci nella mente degli altri. Spesso si afferma che i libri trasmettano solamente informazioni. La lettura, rispetto ad altri veicoli informativi, da un quid in più. Qualsiasi testo, coinvolgente, ci consente di crearci delle immagini mentali. Lavorare sui contenuti visivi allena la nostra dimensione del viaggiare interiore e alimenta i nostri contenuti cognitivi.

 

9 luglio 2012

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